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Ranucci: udienza per il reintegro il 25 settembre. Ma la Rai ha presentato anche una contestazione disciplinare

Il giornalista Sigfrido Ranucci nello studio della trasmissione di Rai3 ‘ Report’ dalla cui conduzione è stato sollevato (Foto d’archivio)

ROMA – E’ convocata per il 25 settembre davanti al giudice del tribunale del lavoro di Roma l’udienza per
discutere il ricorso urgente presentato da Sigfrido Ranucci contro la rimozione dalla conduzione di Report decisa dalla Rai nelle scorse settimane.

Si tratta di un ricorso ex art 700 cpc, un ricorso urgente con cui si chiede la revoca del provvedimento
di rimozione e il reintegro. Il collegio dei legali è coordinato dall’avvocato Roberto De Vita.

Nel ricorso del giornalista si contestano le motivazioni del provvedimento della Rai, ritenute carenti, il demansionamento e la discriminazione e si chiede il reintegro di Ranucci in conduzione in tempo utile per la prima puntata di Report.

Si profila una battaglia molto dura. La Rai, ieri 16 settembre 2026, ha notificato a Ranucci una contestazione disciplinare, intimando un termine di cinque giorni per far pervenire la propria difesa prima di adottare un eventuale provvedimento, che può andare dalla semplice lettera di richiamo alla sospensione, fino al licenziamento.

Iniziativa che l’azienda considera obbligata alla luce di quanto rilevato dal comitato etico, tenuto anche conto delle dichiarazioni e pubblicazioni di Ranucci e degli accertamenti effettuati. La contestazione disciplinare viene considerata, in sostanza, coerente con le procedure Rai sulle condotte personali dei dipendenti. Ma – a quanto filtra – non è collegata alla rimozione dalla conduzione di ‘Report’ che, invece, per la Rai rappresenta solo una scelta editoriale, cui sono seguite le tre proposte sottoposte a Ranucci per il suo riposizionamento.

Una decisione che la Rai ritiene di aver adottato anche a difesa di un format storico come ‘Report’ alla luce dei rapporti personali tra Ranucci e Valter Lavitola. Sui tempi della notifica si accende lo scontro con il team legale di Ranucci.

Secondo la Rai la contestazione era pronta già da lunedì, dunque prima delle notizia del ricorso per il reintegro a ‘Report’ presentato da Ranucci, per poi venire recapitata al conduttore il giorno successivo. Il difensore di Ranucci, l’avvocato Roberto De Vita, ha parlato di un “tempismo irrequieto”, visto che alle “10.39 abbiamo depositato il ricorso a tutela di Sigfrido Ranucci e subito dopo, alle 18.41, è arrivata una Pec della Rai con contestazioni disciplinari”.

Se ne discuterà nel Cda Rai di giovedì, dove l’altro tema potenzialmente bollente sarà quello legato al futuro di Sergio. L’attuale dg lascerà per sua scelta l’azienda a fine settembre e si aprirà, quindi, la partita della successione. A quanto appreso si gioca a incastri con l’altrettanto complesso tema della presidenza di garanzia, arenata in Vigilanza dopo le dimissioni in blocco delle opposizioni, compresa la presidente Barbara Florida, cui è seguita quella dei componenti di maggioranza. Il presidente del Senato, Ignazio La Russa, ha avvertito che, in caso di ulteriore inerzia, mercoledì prossimo provvederà a “nominare i componenti dei gruppi che non fossero pervenuti, partendo dal dato apicale e scendendo per i rami”.

Difficile, in ogni caso, che si arrivi alla ratifica di Simona Agnes entro il 30 settembre con conseguente effetto domino sulla governance del servizio pubblico. L’ad Rai, Giampaolo Rossi, potrebbe così decidere di assumere il ruolo di dg ad interim per colmare il vuoto lasciato da Sergio.

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