Campobasso, madre e figlia morte avvelenate: perquisizioni a scuola delle sorelle Di Vita. Piante di ricina vicino casa delle vittime

CAMPOBASSO – La ricina utilizzata per uccidere Antonella Di Ielsi e sua figlia Sara Di Vita potrebbe essere stata ricavata da piante cresciute a pochi chilometri dai luoghi in cui vivevano. Gli investigatori della squadra mobile di Campobasso hanno infatti individuato diversi esemplari di ricino nei campi tra Riccia e il lago di Occhito, al confine tra Molise e Puglia. Le piante individuate dalla polizia presentano una caratteristica fondamentale per le indagini: tra agosto e ottobre sviluppano le capsule contenenti i semi dai quali può essere estratta la sostanza tossica. Gli inquirenti starebbero quindi valutando la possibilità che il veleno sia stato preparato artigianalmente.
Intanto, sono scattate oggi, 15 ottobre 2026, le perquisizioni nella scuola delle sorelle Di Vita, il liceo classico Mario Pagano di Campobasso dove gli investigatori sono usciti senza sequestrare computer ma con una copia dei dati del server centrale della scuola. Sono 63 i computer presenti nell’istituto. Come già avvenuto nelle due perquisizioni precedenti, gli specialisti non hanno dovuto analizzarli singolarmente: le attività si sono concentrate sul server della scuola al quale sono collegati i pc, acquisendone i dati che saranno successivamente esaminati alla ricerca di eventuali tracce di navigazione relative alla ricina e agli altri termini indicati nel decreto della Procura.
Si delinea così, dopo tre giorni di operazioni, la modalità seguita dagli investigatori nella ricerca delle tracce digitali: acquisire i dati centralizzati delle reti degli istituti per sottoporli successivamente all’analisi, con l’obiettivo di verificare l’esistenza di eventuali ricerche di interesse e, dove possibile, ricostruirne tempi e utilizzatori.
Domani l’ultima delle quattro perquisizioni è prevista al liceo delle Scienze Umane di Casacalenda, dove insegna Laura Di Vita, cugina di Gianni Di Vita.
