La riorganizzazione in Toscana

Esercito, nuovi comandi a Firenze e Pisa

di Sandro Addario - - Cronaca

Firenze Rovezzano 8 02 2013. Caserma Predieri

Firenze Rovezzano  Caserma Predieri (Foto Riccardo Sanesi)

FIRENZE – Un nuovo importante comando operativo dell’Esercito è in arrivo a Firenze, un altro a Pisa. Si tratta nel primo caso della Divisione Mantova che si insedierà entro qualche mese alla caserma “Predieri” di Rovezzano. La stessa che è stata sede di Eurofor, la forza multinazionale di intervento rapido costituita nel 1995 e sciolta lo scorso giugno. Compito principale della nuova unità fiorentina, comandata da un generale a due stelle, sarà quello di coordinare e guidare le attività delle brigate di manovra che ad essa faranno capo. In pratica un’unità di comando pronta ad intervenire in area di operazioni, in Italia e all’estero, a capo dei reparti impiegati in particolari missioni.

A Pisa invece verrà costituito il Comfose (Comando Forze Speciali Esercito), a livello di Brigata,  che riunirà componenti di varie unità della forza armata ad alta specializzazione. Anche in questo caso un comando di “proiezione rapida” per operazioni di particolare livello e professionalità. La scelta di Pisa non è certo casuale, vista la presenza in quell’area di alcuni dei reggimenti della Brigata Paracadutisti Folgore, che senza dubbio darà un contributo determinante – almeno numerico – alla nuova unità. Il Comfose dipenderà direttamente dal capo di Stato  Maggiore dell’Esercito.

Sui nomi delle unità dipendenti ed il conferimento dei rispettivi comandi non risulta ad oggi sia stata presa una decisione definitiva dallo Stato Maggiore dell’Esercito, ma non si ipotizzano tempi lunghi. E’ imminente la visita a Firenze proprio del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale di corpo d’armata Claudio Graziano, che si incontrerà con i vertici militari toscani. In agenda certamente anche l’iter del riassetto  organizzativo della Forza armata nella regione.

Non arriveranno comunque a Firenze né truppe né carri armati. Solo una nuova unità di comando composta soprattutto da ufficiali superiori e che usufruirà delle risorse tecnico logistiche e umane già presenti alla Predieri sotto Eurofor e che al momento erano rimaste in una sorta di limbo.

Il comando divisione “Mantova” porta sulle spalle il nome di una storica unità dell’Esercito, per oltre 30 anni uno dei pilastri del 5° Corpo d’Armata, grande unità complessa schierata in Friuli Venezia Giulia. Attualmente è dislocato presso il 1° Comando Forze di Difesa (1° FOD) a Vittorio Veneto, che verrà presto riconfigurato in comando di Divisione e trasferito a Firenze, riacquistando lo storico nome di “Mantova”.  Dipenderà direttamente dal Comfoter il Comando delle Forze Operative Terrestri di tutto l’Esercito, che ha sede a Verona.

E’ questo uno dei tasselli della riconfigurazione che l’Esercito sta attuando in tutta Italia per razionalizzare le proprie strutture, secondo linee che vanno dalla cosiddetta “connotazione pluriarma” (più specialità all’interno di un reparto, dai bersaglieri ai fanti, dagli artiglieri ai genieri) alla concentrazione di comandi e unità. Con l’unico obiettivo di contenere i costi di gestione della complessa macchina della Difesa, secondo la legge sulla “spending rewiew”.

Per quanto riguarda Firenze, verrà soppresso – sembra entro il 31 marzo – il Comando Cme Toscana, che ha sede in piazza San Marco ora comandato dal generale di brigata Giuseppe Adami. Le sue funzioni (reclutamento, forze di completamento, promozione e pubblica informazione sul territorio) saranno attribuite al comando dell’Istituto Geografico Militare, attualmente guidato dal generale di divisione Agostino Biancafarina.

Tagli a Firenze anche nella componente della sanità militare. Ne farà le spese il Dipartimento Militare di Medicina Legale di via Venezia (un tempo sede dell’ex Scuola di Sanità) che viene soppresso e trasformato in Poliambulatorio. Poco lontano, tra via San Gallo e via Cavour, un tempo aveva sede l’Ospedale militare, ben presente nella memoria di generazioni di fiorentini. Dismesso da anni, quella struttura – di proprietà della provincia – è vuota ed ancora in cerca di un futuro.

 

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