Firenze, trovata morta nuda e «crocifissa» sotto un cavalcavia

FIRENZE – Nuda, legata a una sbarra orizzontale, «a braccia larghe come se fosse crocifissa». È la terribile fine, secondo le parole di un testimone che l’ha scoperta e ha dato l’allarme, di una donna, il cui cadavere è stato rinvenuto stamani 5 maggio nella zona di Ugnano, al confine tra Firenze e Scandicci.
RUMENA, 26 ANNI – Il corpo si trovava in una strada secondaria, via del Cimitero di Ugnano, sotto il cavalcavia dell’autostrada A1. Sul posto è intervenuta la polizia. Si tratta di una ragazza di 26 anni, rumena. La sbarra alla quale è stata legata è a poche decine di centimetri da terra e serve ad interrompere la strada: in quel punto la via asfaltata termina e comincia un’area incolta. La donna indossava solo le scarpe da tennis e i calzini: i suoi abiti sono stati ritrovati a circa un chilometro di distanza, ossia all’imbocco della strada. L’analisi del cadavere avrebbe rilevato ferite compatibili con un abuso: la ragazza potrebbe aver subito sevizie sessuali. La donna sarebbe stata legata alla sbarra a braccia larghe, con nastri adesivi, restando perciò come inginocchiata a terra, in modo da poter essere aggredita alle spalle: anche il tipo di ferite lo dimostrerebbe. Non lontano dal luogo di ritrovamento del cadavere ci sono alcune abitazioni, prima che comincino campi e terreni incolti e, quindi, il cavalcavia della A1. Una testimone che abita nella zona ha dichiarato di aver sentito dei lamenti attorno 23.30 di domenica 4 maggio, ma di non averci dato importanza, pensando potesse trattarsi di animali. La morte della ragazza viene datata, al momento, attorno alla mezzanotte.
FORSE UNA PROSTITUTA – L’ipotesi degli inquirenti, coordinati dal pm Paolo Canessa, che ha indagato sugli omicidi del mostro di Firenze, è che possa trattarsi di una prostituta uccisa da un cliente, in una zona abitualmente frequentata da prostitute. Secondo gli investigatori, il modo in cui la donna è stata legata alla sbarra, in posizione di crocifissione a braccia larghe, restando inginocchiata a terra, è casuale e chi lo ha fatto non aveva in mente alcun fine «simbolico», tuttavia il fatto che la vittima fosse nuda salvo indossare scarpe e calzini fa propendere per l’ipotesi che sia stata aggredita da un maniaco. Esclusa l’ipotesi della rapina, perché lì vicino sono stati trovati vestiti e borsetta. Sul movente, gli investigatori si limitano a parlare di «una ragazza sbandata, che ha fatto un brutto incontro».
IL PRECEDENTE – Anche un anno fa – nello stesso posto e nella stessa posizione in cui è stato trovato il cadavere della giovane donna -, fu trovata viva una prostituta violentata e rapinata: era stata legata alla sbarra. Il precedente risale al marzo del 2013. La prostituta, una donna italiana di 46 anni, denunciò di essere stata immobilizzata, stuprata e rapinata della borsa da un cliente, proprio nella stessa strada vicino al cavalcavia sotto l’autostrada A1. All’arrivo dei carabinieri, la donna era a terra, nuda, i polsi legati con dei lacci a una transenna spartitraffico. Era stata avvicinata dal cliente in via di Novoli.
L’INCUBO DEL MANIACO – Ci sarebbero anche altri due casi con lo stesso modus operandi avvenuti negli ultimi anni, ma le donne sarebbero sempre state ritrovate vive. Gli inquirenti stanno cercando di capire se vi siano legami fra i vari episodi, e in particolare fra il ritrovamento di stamani e la violenza subita dalla prostituta un anno fa. Potrebbe infatti trattarsi di azioni compiute da un maniaco, o da uno stupratore seriale di prostitute. Certo è che gli abitanti della zona hanno presentato esposti alle autorità denunciando più di una volta che la zona è fortemente degradata.
