La nuova legge è in vigore dal 1 aprile

Montelupo, ospedale psichiatrico: incendio in cella. Ma l’Opg doveva essere già chiuso

di Domenico Coviello - - Cronaca

Stampa Stampa
Ospedale Psichiatrico Montelupo

L’Ospedale Psichiatrico a Montelupo

MONTELUPO FIORENTINO – Avrebbe dovuto essere chiuso dal 1 aprile scorso, in base all’entrata in vigore della nuova legge sul superamento di quelli che un tempo erano chiamati i manicomi criminali. Ma l’ospedale psichiatrico giudiziario di Montelupo, che ospita 118 detenuti a Villa Ambrogiana, è ancora operativo perché le strutture alternative, individuate dalla Regione Toscana, in realtà non sono pronte. Così, alla vigilia di Pasqua è accaduto che alle 3 della notte fra venerdì e oggi, sabato 4 aprile, un incendio abbia devastato una cella.

Ad appiccarlo sarebbe stato un internato. Per spegnere le fiamme sono intervenuti due agenti della polizia penitenziaria i quali hanno prima fatto uscire e messo in sicurezza il detenuto, poi adoperato estintori e un idrante prima che il rogo si propagasse alle sale attigue. L’incendio ha provocato seri danni alla cella, distruggendo mobili e suppellettili.

Dall’Osservatorio Carcere dell’Unione Camere Penali italiane arriva intanto una denuncia: sono molte le Regioni che non sono pronte a rispettare la nuova legge sulla chiusura degli Opg. «Gravissime inadempienze – si legge in una nota – sulla pelle di persone che, invece, avrebbero bisogno di maggiori attenzioni perché alle loro problematiche spesso si aggiunge l’abbandono da parte delle famiglie».

I penalisti chiedono perciò al Governo di «intervenire immediatamente in tutte le Regioni inadempienti e di nominare un commissario ad acta, come previsto dalla legge, per procedere rapidamente all’individuazione di soluzioni alternative per i malati di quelle regioni in cui non sono state ancora approntate soluzioni idonee».

Commentando in particolare il caso della Toscana, l’Osservatorio rileva che «la Giunta Regionale toscana, dopo tanti tentennamenti, ha infine deciso di destinare gli internati toscani dell’Opg di Montelupo Fiorentino alla Casa Circondariale Mario Gozzini di Firenze che, per l’occasione, attraverso apposita operazione di maquillage, dovrebbe parzialmente trasformarsi in Rems a vigilanza rafforzata. Avevamo denunciato nei giorni scorsi il fatto che l’Opg toscano, sebbene cancellato per legge, fosse ancora in piena attività e fosse evidentemente destinato a sopravvivere chissà per quanto tempo, vista l’incapacità della Regione di individuare soluzioni adeguate per la realizzazione delle strutture alternative previste dalla legge, miseramente documentata dalle plurime e variegate ipotesi formulate nell’arco di oltre tre anni e sempre rapidamente accantonate. Tuttavia – sottolineano i penalisti – la scelta operata rappresenta il peggiore epilogo che potesse immaginarsi».

Lo scorso 1 aprile, allarmati dal piano della Regione Toscana che prevede il trasferimento di 22 internati dell’Opg di Montelupo all’Istituto a custodia attenuta «Mario Gozzini», i carcerati di Solliccianino avevano scritto una lettera al Garante dei detenuti di Firenze, Eros Cruccolini, per esprimere la loro preoccupazione. Anche perché alcuni di loro avrebbero dovuto rientrare in carceri ordinarie, interrompendo il percorso di recupero intrapreso, per far posto a detenuti in arrivo con gravi patologie psichiatriche.

Il caso per i penalisti «rappresenta un ulteriore campanello di allarme se si considera che già la Lombardia aveva deciso di trasformare in Rems a vigilanza rafforzata l’Opg di Castiglione delle Stiviere, con un’operazione che assomiglia molto a un cambio di etichetta, e che il Piemonte e la Liguria avevano deciso di destinare i propri malati a quella struttura. Non vorremmo – ma abbiamo motivo di temerlo – che una riforma di portata storica, grazie a scelte di questo tipo, si trasformasse in un’operazione gattopardesca».

Tag:,

Domenico Coviello

Domenico Coviello

Lascia un commento

Time limit is exhausted. Please reload the CAPTCHA.