Riqualificato dalla Fattoria di Maiano

Firenze, Parco Romantico della Regina: apre il primo «anello» del più grande orto botanico d’Italia

di Redazione - - Cronaca, Cultura

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Una panoramica del Parco Romantico della Regina

Una panoramica del Parco Romantico della Regina

FIRENZE – Quando sarà completamente ristrutturato, sarà realmente il più grande orto botanico d’Italia. Intanto però si apre al pubblico e alla ricerca. È il Parco Romantico della Regina, così chiamato per rendere omaggio alla Regina Vittoria d’Inghilterra che lo inaugurò nel 1893, che si estende per circa 50 ettari fra il Comune di Firenze e il Comune di Fiesole con 12 chilometri di sentieri.

Oggi 20 aprile è stato inaugurato il primo «anello» di questo grande progetto. In questi luoghi vi hanno lavorato Leonardo da Vinci, Michelangelo, Benedetto e Giuliano da Maiano e Boccaccio; è stata una delle location del film «Camera con vista», vincitore di 3 premi Oscar nel 1987.

Il lavoro di riqualificazione è realizzato dalla Fattoria di Maiano, a partire dal 2010 su una idea dei primi anni ’90, e si concluderà nel 2020. Il progetto coinvolge un’area boschiva a nord e un’area agricola nella parte meridionale che sarà invece dedicata alla ricerca e alla didattica. Dopo un accurato studio delle caratteristiche ambientali e della vegetazione dell’area boschiva sarà avviato prossimamente un progetto sperimentale che potrà vedere la collaborazione con l’Università e avrà come obiettivo quello di rendere l’area un laboratorio a cielo aperto.

«Sarà un progetto sperimentale – spiega il dott. Massimiliano Petrolo, naturalista, che sta partecipando allo sviluppo dell’area -, perché abbiamo la possibilità di lavorare su un territorio che, al di là dell’importante estensione, presenta particolari caratteristiche ambientali e al cui interno troviamo ecosistemi totalmente diversi a pochi metri di distanza l’uno dall’altro. Boschi, prati, aree umide, rupi, distribuiti su circa mezzo milione di metri quadrati, saranno lo scenario ideale per realizzare combinazioni diverse».

«L’unicità di questo luogo – prosegue Petrolo – è data da molteplici fattori: 500 mila mq. articolati fra le colline boscate sotto al Monte Ceceri, un corso d’acqua che attraversa tutta la proprietà, aree agresti composte da oliveti, prati, frutteti. Un luogo con estrema variabilità di ambienti che difficilmente possiamo ritrovare in altre aree della Toscana e del nostro paese concentrate in uno spazio di queste dimensioni».

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