Reportage da Ouagadougou nel cuore dell'Africa centro occidentale

Burkina Faso, emergenza cecità: la Toscana risponde (Video-Foto)

di Sandro Addario - - Cronaca, il Blog di Sandro Addario, Reportage

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Burkina Faso, venditori di vasellame verso il  mercato

Burkina Faso, venditori di vasellame verso il mercato

Da OUAGADOUGOU (Burkina Faso) – Sei italiani e una suora africana bloccati sulla strada verso Ouagadougou, perché la frizione della loro auto è fuori gioco. Ai lati della carreggiata c’è solo savana. Davanti, ancora 60 chilometri per la capitale del Burkina Faso, Africa Centro Occidentale. Temperatura intorno ai 40 gradi. Manca poco al tramonto, l’ora peggiore in assoluto per imbattersi in eserciti di zanzare cariche di malaria. L’idea di passare diverse ore al buio nella notte su quella strada comincia a levare il sorriso al gruppo.

SOCCORSO – Il «soccorso stradale» arriva però prima che si possa immaginare. Si ferma un minibus stracarico di persone, galline, pacchi e biciclette sul tetto. Caricare altri sette viaggiatori andrebbe a cozzare quanto meno con le leggi fisiche dell’impenetrabilità dei corpi. Ma non c’è neanche tempo per pensare: o l’incognita di restare lì o proseguire sul quel minibus con la portiera a fine vita, confidando molto sull’efficacia delle vaccinazioni fatte alla partenza dall’Italia. La scelta è obbligata. E poi che problema c’è? I viaggiatori locali si stringono ancora, tre di loro salgono sul tetto del veicolo, tra pacchi e biciclette, per far spazio agli italiani. Anche i polli, a spasso nella vettura, vengono tirati sul tetto perché non diano fastidio ai nuovi viaggiatori. Si parte. Anche questo è il Burkina Faso, nel cuore dell’Africa occidentale sub sahariana, dove rispetto e cortesia prevalgono su tutto, anche – e forse soprattutto – nella gente più umile e semplice.

LEO – Torna presto il buon umore agli operatori della sezione toscana dell’Agenzia Internazionale per la prevenzione della cecità (Iapb Italia), reduci da una trasferta nella cittadina di Leo a pochi chilometri dalla frontiera con il Ghana, dove hanno appena controllato le apparecchiature oculistiche arrivate dalla Toscana presso l’ambulatorio «Notre Dame de la misericordie» gestito dalle suore dell’Immacolata Concezione.

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VOLONTARI – Abbiamo seguito i volontari italiani nei sei giorni di tappe forzate in Burkina Faso per portare avanti il progetto «La Toscana contro la cecità in Africa», promosso dalla Iapb e sostenuto da Regione Toscana, Provincia di Firenze, Misericordia di Empoli e più recentemente anche dal Rotary Club Firenze Nord. Il team di cooperanti della sezione toscana di Iapb è composto dal presidente Giorgio Ricci, dal direttore sanitario Paolo Santoro (già primario di oculistica presso l’ospedale Palagi di Firenze), dal responsabile logistico Andrea Gallori, dall’infermiera di sala Fulvia Martelli e dal tecnico di apparecchiature elettromedicali Graziano Bartolini. A quest’ultimo il delicato compito di «sballare» e mettere in funzione il microscopio per gli interventi chirurgici sul bulbo oculare, appena arrivato da Firenze e destinato all’Ospedale San Camillo di Ouagadougou, una struttura che si sta sempre più ampliando e che nel corso degli anni ha ottenuto aiuti anche dall’Italia. Tra questi anche quelli della «Fondazione amici di Pietro Annigoni», sostenuta da Rossella Segreto Annigoni, la vedova del grande pittore milanese di nascita ma fiorentino di adozione, scomparso nel 1988.

FORMAZIONE – Costanti i contatti tra l’Iapb Toscana e i padri camilliani del Burkina Faso. Giovedì 7 maggio è stato siglato qui a Ouagadougou un accordo per intensificare i rapporti con il personale sanitario di oculistica operante nel paese africano. «Scopo fondamentale – commenta Giorgio Ricci – è la formazione. Il progetto Burkina Faso è nato nel 2008 e ha finora coinvolto una cinquantina di operatori, due terzi italiani. Numerose le missioni in Burkina di medici e infermieri arrivati dalla Toscana, tutti volontari. Nel prossimo futuro contiamo di far venire in Italia due sanitari burkinabé per uno stage presso strutture ospedaliere toscane. Un progetto che può e deve avere la caratteristica fondamentale della sostenibilità. Entro l’anno stiamo predisponendo, in collaborazione con i padri camilliani, una nuova missione qui in Burkina, destinata in particolare non tanto a fare, quanto a insegnare interventi chirurgici, non limitati ai pur frequentissimi casi di cataratta ma anche al glaucoma, che non dimentichiamo è la seconda causa di cecità al mondo. Contiamo di dare un supporto anche nel campo ottico/ortottico, per agevolare la reperibilità di lenti e occhiali».

ZORGHO – Tra le tappe del viaggio in Burkina, anche una visita all’efficiente Centro Oftalmologico di Zorgho, una città a 110 chilometri dalla capitale Ouagadougou verso il confine con il Benin e la Nigeria. «Ogni anno seguiamo oltre 15000 pazienti – ci dice l’abate Dominique Nikiema direttore del Centro – e la collaborazione con la Iapb sarebbe per noi fondamentale, nel campo della prevenzione delle malattie oculari». (Vedi video)

OCCHIO PIGRO – Prima della partenza per l’Italia, un incontro al Ministero della Sanità del Burkina Faso mette le basi anche per un progetto contro l’ambliopia. È il cosiddetto «occhio pigro» che colpisce soprattutto i bambini nella fascia tra i 4 e 6 anni e se non scoperto per tempo può portare per tutta la vita ad usare un solo occhio. Una patologia finora poco affrontata in Burkina e che può essere prevenuta soprattutto nelle scuole da personale sanitario opportunamente formato.

LE SUORE – Non c’è più tempo. L’aereo per l’Italia sta per partire. Appena il tempo per acquistare qualche ricordo presso il piccolo bazar delle suore all’interno del St. Camille. Ci aiuta madre Giovina, abruzzese, da 48 anni in Burkina Faso. Nostalgia dell’Italia? «Come non averla, ma … preferisco stare qui. Quando vengo in Italia sento tutte le volte la gente lamentarsi di qualcosa. Qui almeno abbiamo imparato, vivendo nella povertà, a trovare sempre la forza di sorridere».

 

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Sandro Addario

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