Per acquisire telefonini e password di Facebook dei compagni

Pisa, razzismo verso la studentessa modello: perquisizioni e interrogatori a scuola

di Redazione - - Cronaca, Primo piano, Top News

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Pisa, liceo Buonarroti, lo striscione dei ragazzi per solidarietà alla studentessa senegalese vittima di razzismo

Pisa, striscione dei ragazzi per solidarietà alla studentessa senegalese vittima di razzismo

PISA – Carabinieri in divisa e in borghese – in tutto una decina di militari – stanno effettuando dalla mattina di oggi 28 maggio alcune perquisizioni, su delega della procura minorile, nell’istituto superiore pisano frequentato dalla studentessa di 14 anni senegalese destinataria di lettere con insulti razzisti.

Le perquisizioni, tuttora in corso, servono ad acquisire i telefoni cellulari di tutti gli studenti della classe coinvolta e le password dei loro social network. L’intervento dei militari, che agiscono su delega della procura dei minori di Firenze, è iniziato intorno alle 9.30 e proseguirà ancora a lungo. Gli alunni, infatti, vengono ascoltati singolarmente alla presenza di un insegnante o dei genitori.

In un caso un padre si è recato in classe accompagnato da un legale, mentre la mamma di una studentessa è andata in caserma per riferire alcune circostanze che potrebbero risultare utili alle indagini.

Tutti gli altri ragazzi sono stati ascoltati alla presenza di almeno un docente. Durante i colloqui gli alunni sono sempre stati tenuti d’occhio dai carabinieri per evitare che alcuni concordino le versioni da riferire agli inquirenti.

Intorno alle 12.45, al termine dell’orario scolastico, la quattordicenne senegalese vittima degli insulti razzisti ha lasciato la scuola insieme al fratello più grande mentre i suoi compagni sono rimasti in classe perché le audizioni da parte degli investigatori stanno proseguendo.

I primi biglietti anonimi inviati alla ragazzina risalgono all’inizio dello scorso mese di aprile. Sono 7 in tutto i messaggi razzisti ricevuti dalla giovanissima studentessa, presa di mira in modo violento soprattutto perché brava a scuola.

L’ultimo biglietto anonimo abbandonato sul suo banco risale alla scorsa settimana era scritto a mano e conteneva anche una sfida agli inquirenti: «Ti sei rivolta alla stampa – c’era scritto – ma né te né i carabinieri mi troveranno mai». In precedenza le altre lettere risultano scritte a mano e al computer. La studentessa trovò anche alcune pagine di libri e quaderni strappate. In uno dei primi biglietti offensivi l’anonimo razzista scrisse: «Non si è mai visto una negra che prende 10 a diritto» e alcuni pesanti e offensivi apprezzamenti sessuali: «hai un bel didietro ma purtroppo sei nata sporca».

La vicenda ha suscitato molto clamore non solo in città e la ragazza ha ricevuto numerosi attestati di solidarietà anche da esponenti politici nazionali. Nei giorni scorsi anche il sottosegretario all’istruzione Gabriele Toccafondi ha incontrato il preside della scuola per informarsi personalmente della vicenda e gli ha chiesto di fare da tramite con la ragazza per esprimerle la vicinanza sua personale e del Governo.

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