L'intervento di un ex consigliere (ed ex parlamentare) che sarà penalizzato

Vitalizi: bene togliere il cumulo (anche se perderò 3mila euro al mese)

di Giuseppe Matulli - - Cronaca, Lente d'Ingrandimento, Politica

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Il Consiglio regionale della Toscana

Il Consiglio regionale della Toscana

Giudico positivamente, e con molta convinzione, la scelta della commissione affari istituzionali del Consiglio Regionale della Toscana di approvare, all’unanimità, la proposta di legge che toglierà il vitalizio agli ex consiglieri che ne stanno già percependo un altro come ex appartenenti all’Europarlamento o al Parlamento nazionale. Come il sottoscritto. Sono sempre stato contrario al cumulo dei vitalizi, soprattutto in un periodo come questo in cui è necessario non gravare troppo sulle casse pubbliche, in modo che le risorse risparmiate possano essere destinate a procurare lavoro ai giovani o ad alleviare il disagio delle famiglie che non ce la fanno. Ma soprattutto ritengo sia giusto condividere, dopo aver avuto l’onere e l’onore di rappresentare la società, i sacrifici necessari per affrontare l’attuale crisi. E mi auguro che la formulazione del Consiglio regionale sia fatta in modo adeguato ad evitare eccezioni di legittimità.

Avevo espresso questa posizione, senza se e senza ma, anche un paio d’anni fa, in un’intervista a “La Repubblica”, e oggi mi fa piacere commentare per “Firenze Post”  il  provvedimento appena varato, all’unanimità,  dall’apposita commissione consiliare.  In particolare vorrei ricordare che mi ero dimesso dall’associazione che, in Toscana, raccoglie gli ex consiglieri e gli ex parlamentari. Motivo? Volli dimostrare il mio dissenso da chi non riteneva che i vitalizi dovessero essere toccati. Invece io sostengo che si debba evitare il cumulo, soprattutto perché, guarda caso,  quelli che ne beneficiano hanno fatto parte di assemblee legislative, ossia di coloro che hanno potuto legiferare per un vantaggio personale. Il problema, come si può ben capire, non riguarda invece sindaci, assessori e consiglieri comunali che non beneficiano di alcun vantaggio a posteriori per l’attività amministrativa svolta.

Personalmente perderò il vitalizio da consigliere regionale (oltre tremila euro lordi al mese…), ma manterrò il vitalizio da parlamentare e la pensione da ricercatore universitario, tuttavia decurtata perché ho dedicato molti anni della mia vita a far politica e non all’attività dell’ateneo. Ma non ho rimpianti: vengo da Marradi, nell’Alto Mugello, e mi è rimasta la mentalità dei vecchi montanari che si accontentavano del necessario e, magari, si aiutavano l’un l’altro. Per questo rinuncio volentieri al vitalizio di consigliere regionale e mi auguro che la cifra che mi verrà tolta possa essere destinata ai giovani che vogliono inserirsi nel mondo del lavoro. Magari all’Università: per garantire un reddito a un ricercatore che, invece di far politica come feci io a suo tempo, riesca a completare la carriera e diventi professore di ruolo.

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Giuseppe Matulli

Giuseppe Matulli

Ex consigliere regionale ed ex parlamentare,
oggi assessore alla Cultura di Scandicci

Commenti (1)

  • roberto

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    Bravo! Per Carità Cristiana, magari, dovevi rinunciare prima di riceverlo!
    Non credi? ora capisco la tua contrarietà alla progressività dell’imposizione!
    Ricordi? Eravamo a Barbiana! Dove c’è ancora un disegno sulle tasse che dimostrava e dimostra come le tasse indirette sui consumi provocano un grave danno alle classi meno abbienti!
    Per coerenza cristiana dovresti proporre che le tasse sui prodotti petroliferi,su 100 euro 80 se ne vanno,giustamente,allo stato per le spese pubbliche ma vengono pagate in parti uguali sia dal ” ferrarista ” che dal ” pandista “, vengano rese progressive in rapporto alla capacità contributiva risultante dalla ” somma di tutti i redditi personali comunque conseguiti con deduzione delle spese primarie e sociali” e sulla loro differenza applicare aliquote Irpef progressive come da dettato Costituzionale! le ricevute fiscale occorrenti per la deducibilità delle spese citate saranno lo strumento per fare emergere il sommerso misurato da circa 450/500 miliardi annui per un mancato gettito tra IVA-IRPEF- CONTRIBUTI PREVIDENZIALI di 260 miliardi annui! L’applicazione della Costituzione nel suo articolo 53 risolve,con la redistribuzione del reddito dalle fasce sociali abbienti a favore di quelle meno abbienti, la crisi economica derivante dal drammatico calo della domanda interna di beni e consumi di 1a necessità! Saluti Roberto.

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