Presenti anche i tre leader dei sindacati confederali

Contratto pubblico impiego, 30 mila in piazza a Roma. «Pronti a scioperi e occupazioni di uffici»

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica, Primo piano

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manifestazione pubblico-impiego

Roma, in 30 mila, secondo i sindacati, i dipendenti pubblici scesi in piazza

ROMA – Alla manifestazione, in corso oggi 28 novembre a Roma, dei lavoratori del pubblico impiego hanno partecipato più di 30 mila persone, secondo gli organizzatori. «Contratto subito» è stato lo slogan dello striscione d’apertura del corteo. La manifestazione nazionale è stata promossa dai sindacati del pubblico impiego di Cgil, Cisl e Uil, da Confsal e Gilda. Nel complesso protestano le categorie di 600 diverse professioni: dai dipendenti dei ministeri e degli enti locali al personale della scuola e della sanità.

SINDACATI – «Rivendichiamo il diritto al rinnovo del contratto bloccato da sei anni – afferma il segretario della Fp-Cgil, Rossana Dettori – un blocco ritenuto illegittimo dalla Corte Costituzionale. Vogliamo un contratto sia per la parte normativa sia per la parte salariale: chiediamo un aumento di 150 euro per restituire almeno in parte i soldi persi in sei anni dai lavoratori, in media 4.800 euro. Il governo invece ha stanziato solo 300 milioni, pari a 5 euro al mese: solo una mancia». «E’ chiara la volontà del governo di non fare il contratto -afferma Giovanni Faverin della Cisl-Fp. Nella legge di stabilità ha recuperato risorse per altri capitoli ma non per il pubblico». Secondo Giovanni Torluccio della Uil Pa la manifestazione è una risposta «all’insulto del governo che offre 5 euro per il rinnovo del contratto e non sta programmando il futuro dell’amministrazione pubblica».

METALMECCANICI – I metalmeccanici sono andati in piazza al fianco dei dipendenti pubblici. «Il contratto è un diritto di tutti – afferma il segretario generale della Fiom, Maurizio Landini – ma mi pare che il governo come datore di lavoro non abbia alcuna voglia di rinnovarlo. Anzi ha voglia di favorire la scomparsa del contratto nazionale e questo non è accettabile perché il contratto nazionale rimane lo strumento di tutela generale, va rafforzato, non cancellato o indebolito».

CAMUSSO – FURLAN – Hanno attaccato il Governo e in particolare i ministri Madia e Poletti. La leader della Cisl, Annamaria Furlan: «Il ministro della Funzione pubblica, Marianna Madia, pensa con troppa facilità ai licenziamenti nel pubblico impiego. Concentri invece l’attenzione sulla professionalità e l’organizzazione. E con il rinnovo dei contratti ponga le basi per una pubblica amministrazione, una scuola e una sanità più efficaci». La leader della Cgil, Susanna Camusso rincara la dose e critica nuovamente il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, che ieri aveva detto di non utilizzare solo l’ora-lavoro come riferimento per i contratti. «L’idea che ha il ministro – ha sottolineato Camusso – è che non ci siano più delle regole per i diritti dei lavoratori. Il ministro non conosce com’è fatto il lavoro, il rapporto che c’è tra la fatica e il tempo dei lavori».

SCIOPERO – I sindacalisti hanno concordemente affermato che il Governo deve smetterla di umiliare i lavoratori pubblici, con l’offerta di un aumento contrattuale di 5 euro al mese. «Non escludiamo alcuna forma di lotta. Sarà fatto il punto unitario per capire come ripartire dal territorio con iniziative più incisive. I sindacati decideranno nuove forme di lotta: scioperi e/o occupazioni di sedi istituzionali».

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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