Il mercato teme per i crediti deteriorati del nostro sistema bancario. Ma è in corso una speculazione

Milano, Monte dei Paschi di Siena a picco in Borsa: -14,8%. Vegas (Consob): «Scattano le indagini»

di Redazione - - Cronaca, Economia, Primo piano

Stampa Stampa

MILANO

Monte dei Paschi di Siena, la sede alla Rocca Salimbeni

Monte dei Paschi di Siena, la sede alla Rocca Salimbeni

MILANO – Lunedì nero di Mps in Borsa a Milano. Il 18 gennaio a Piazza Affari l’istituto toscano ha ceduto il 14,8% portandosi a 0,76 euro per azione: i minimi storici. In calo netto, a catena, anche le altre principali banche italiane: Bper è andata giù dell’8,7% a 5,64 euro, seguita da Ubi (-7,3% a 4,9), Banco Popolare (-6,7% a 19,4) e Bpm (-5,5% a 0,81), mentre sono andate male anche Unicredit (-5,4% a 4,16) e Intesa Sanpaolo (-5% a 2,66). Fuori dal paniere principale Carige ha perso il 7,3% scivolando a 0,87 euro.

CREDITI DETERIORATI – Una prima possibile spiegazione di ciò che è successo è la seguente: Il mercato teme per la mole di sofferenze e crediti deteriorati del nostro sistema bancario, sempre più sotto la lente della Bce, ma a farne maggiormente le spese sul piano degli scambi borsistici è stata Mps.

ROCCA SALIMBENI – «Confermiamo la stabilità economica e finanziaria della Banca, evidenziata dai risultati degli Srep, e il miglioramento della gestione operativa come da risultati raggiunti nei primi nove mesi del 2015 – ha provato a difendere Mps il suo ad Fabrizio Viola -. La flessione del titolo è avvenuta in assenza di eventi gestionali idonei a giustificare tale andamento».

LA CONSOB – Un linguaggio tanto diplomatico quanto oscuro. Forse più chiaro è stato quello del presidente dell’Authority Giuseppe Vegas a margine di un convegno alla Luiss a Roma. «Ci sono – ha detto Vegas – mani italiane ed estere sul titolo. Stiamo indagando e a fine giornata vedremo chi ha venduto effettivamente». La Consob è intervenuta a Borsa aperta nel pomeriggio, disponendo il divieto di short selling (vendite allo scoperto) per il resto della seduta e l’intera giornata di martedì 19 gennaio, ma l’effetto non si è fatto sentire. Elevati i volumi scambiati: sono passate di mano 121 milioni di azioni, pari al 4,1% del capitale.

Tag:, ,

Lascia un commento

Time limit is exhausted. Please reload the CAPTCHA.