Operazione Opus da Bolzano

Toscana, a Piombino Villa Vittoria sequestrata: l’avrebbe usata un monsignore arrestato a Genova

di Redazione - - Cronaca

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Piombino, un'immagine di Villa Vittoria, sequestrata dalla Finanza

Piombino, un’immagine di Villa Vittoria, sequestrata dalla Finanza

PIOMBINO – Nell’ambito dell’inchiesta Opus che ha portato all’arresto, con l’accusa di truffa, di un alto prelato 64enne di origini argentine, la Guardia di finanza ha sequestrato alcuni terreni e immobili a Poppi (Arezzo), per un valore di circa 670 mila euro, e a Piombino Villa Vittoria, una lussuosa e antica dimora risalente nelle mura al 1465, del valore di circa 8 milioni di euro, progettata da Leonardo da Vinci.

La villa, di proprietà della Fondazione Kepha, riconducibile al monsignore, era utilizzata – secondo gli inquirenti – personalmente dal prelato, finito ai domiciliari. Leonardo da Vinci soggiornò a Villa Vittoria nel 1502. La dimora fu anche residenza della principessa Elisa Bonaparte, sorella di Napoleone. Alcuni anni fa, la Fondazione Kepha inaugurò l’Accademia Vittoria che ospitò, tra l’altro, corsi del soprano Katia Ricciarelli.

L’alto prelato è stato arrestato stamani 10 febbraio dagli uomini della Guardia di finanza di Bolzano e Genova nel capoluogo ligure, da dove l’uomo stava partendo alle Isole Canarie in cui risiede. Il monsignore è accusato di una mega truffa da 30 milioni di euro ai danni di quasi 300 persone, prevalentemente residenti all’estero, per lo più in età avanzata. Secondo le accuse, in tanti versavano i propri soldi al sacerdote, destinati alla sua fondazione umanitaria Kepha, che finivano però in un articolato meccanismo di riciclaggio tra persone, società estere e italiane.

Secondo gli inquirenti, oltre al prelato e a un suo collaboratore latitante, della presunta associazione a delinquere facevano parte altre 9 persone. Le indagini dell’operazione Opus, condotte dalle Fiamme Gialle altoatesine, su direzione della procura di Bolzano, hanno fatto constatare come il monsignore e l’affarista fossero stati «promotori e organizzatori di un’associazione a delinquere, attiva sul territorio nazionale ed estero, finalizzata alla commissione di svariati e ripetuti reati di truffa, riciclaggio e tributari, coinvolgendo persone e società collocate in Francia, Belgio, Svizzera, Lussemburgo, Stati Uniti e Italia».

Oltre alla Villa Vittoria di Piombino la Guardia di finanza ha posto i sigilli a un grande sito archeologico in Sicilia, a Selinunte, del valore di circa 850 mila euro; sotto sequestro anche un immobile in Poggio Catino (Rieti) del valore di 530 mila euro. Richiesto il sequestro anche di una villa considerevole in Corsica. Chiuso il sito web della Fondazione Kepha Onlus.

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