Dopo la rivolta di vescovi e cattolici contro la legge sulle unioni civili

Economia: adesso il governo ci ripensa e vuol favorire le famiglie

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia, Politica

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ROMA – Negli ultimi giorni due esponenti del Governo, il ministro della salute Beatrice Lorenzin e il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, con delega alla Famiglia, Enrico Costa, entrambi Ncd, hanno anticipato l’intenzione dell’esecutivo di raddoppiare il bonus bébé per incentivare le nascite e sostenere le famiglie, soprattutto quelle numerose. Le reazioni negative dei cattolici e dei vescovi dopo l’approvazione delle unioni civili hanno fatto riflettere Renzi e c., che evidentemente temono che il mondo cattolico si schieri compatto contro la maggioranza in occasione del referendum costituzionale.

Sembra però che l’ipotesi del raddoppio del bonus bebé sia, allo stato, sola una delle proposte in campo. Prioritaria sarebbe una rielaborazione degli strumenti di welfare ,anche se finora sembrerebbe certo un raddoppio del bonus che passerebbe dagli attuali 80 euro per ogni figlio (in nuclei con reddito compreso da 7 mila e 25 mila euro) a 160 euro.

Oltre al rafforzamento del bonus bebè il governo starebbe valutando anche di aumentare le detrazioni fiscali a partire dal secondo figlio, arrivando anche all’ipotesi di allargare progressivamente la no tax area a seconda del numero dei figli. Il ministro degli Affari regionali con delega alla famiglia, Enrico Costa lo propone come «un grande patto» per sostenere la famiglia e favorire la natalità in un Paese, come l’Italia, che ogni anno fa i conti con un numero crescente di culle vuote.

L’idea di base è quella di far convogliare tutte le norme e le politiche legate alla famiglia in un Testo Unico, da approvare, secondo quanto stabilito nel cronoprogramma del Def, entro l’anno. Ma una parte della maggioranza, che con Ap si è già fatta sentire anche nel corso dell’esame parlamentare del Documento di economia e finanza, punta a molto di più, cioè ad inserire nella prossima legge di stabilità non solo il taglio delle tasse dell’Ires per le imprese – e forse già anche dell’Irpef per i lavoratori – ma anche provvedimenti ad hoc, specifici, a favore dei nuclei famigliari, non necessariamente quelli più numerosi.  E aumenteranno così a dismisura le spese decise dal Governo per motivi elettorali.

 

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Camillo Cipriani

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