Le riforme renziane producono ancora effetti

Fisco, Irpef: i nuovi scaglioni inventati da Renzi per il 2018. Aumenta il carico fiscale, penalizzati i redditi alti

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia, Lente d'Ingrandimento, Politica

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Se la ridono alle spalle degli italiani

L’imposizione fiscale sul reddito delle persone fisiche IRPEF anche per quest’anno è rimasta invariata, ma per il 2018 si prefigura un pesante aggravio, specie per gli scaglioni di reddito più alti. Questo l’effetto della riduzione da cinque a quattro scaglioni per l’anno prossimo. Le aliquote per il 2017 restano dunque tra il 23% e il 43%, in attesa di cambiare in conseguenza della Riforma del Fisco annunciata dall’ex-governo Renzi. Vedremo se il governo Gentiloni, finché resterà in carica, manterrà questo progetto o riterrà opportuno introdurre modifiche, rendendolo più sopportabile e equo.

2017 – Anche nella dichiarazione dei redditi precompilata il Governo ha mantenuto le detrazioni fiscali al 19%, proporzionali ai consueti scaglioni di reddito, dopo che nel 2013 il Ddl di Stabilità aveva in un primo momento ridotto le aliquote IRPEF dei primi due scaglioni di reddito, abolendo in un secondo momento il taglio, lasciando invariate le aliquote per ogni scaglione e dirottando verso altre imposte l’intervento di Governo.

SCAGLIONI E ALIQUOTE – Attualmente, in attesa delle riforma, valgono le seguenti aliquote:

I scaglione reddito tra 0 e 15.000 euro : Il primo scaglione IRPEF coinvolge i contribuenti con un reddito compreso tra 0 euro e 15.000 euro. In questo caso l’aliquota IRPEF è del 23%, che corrisponde – nel caso di massimo reddito per questa fascia – ad una tassazione di 3.450 euro.Facendo un rapido calcolo, nella prima fascia sono ricompresi tutti i lavoratori che percepiscono un reddito non superiore a 1.250 euro.

II scaglione reddito tra 15.001 e 28.000 euro: Il secondo scaglione IRPEF è quello che comprende i redditi tra da 15.001 euro a 28.000 euro. L’aliquota riservata a questa fascia è del 27%, con una tassazione – nel caso di reddito più alto – di 6.960 euro. Sono rappresentati da tale categoria le persone con reddito mensile non superiore a 2.335 euro. È importante evidenziare che a partire dal secondo scaglione in poi (quindi in caso di reddito maggiore rispetto a quello con aliquota base), si applica l’aliquota successiva solo per la parte eccedente di reddito.

III scaglione reddito tra 28.001 e 55.000 euro: Il terzo scaglione di reddito è quello compreso tra 28.001 euro e 55.000 euro, per contribuenti con un reddito massimo di 4.583 euro. L’aliquota IRPEF è fissata al 38% sulla soglia eccedente la seconda, (ossia si applica il 38% solo per la quota di reddito che supera i 28mila euro, ai quali si applica l’aliquota precedente del 27%). In questo caso, la quota IRPEF sarà pari a 17.220 euro in caso di reddito più alto.

IV scaglione reddito tra 55.001 e 75.000 euro: Il quarto scaglione IRPEF coinvolge tutti i contribuenti da 55.001 euro a 75.000 euro, che presentano un reddito mensile non superiore a 6.250 euro. Per questi contribuenti, l’aliquota IRPEF sulla quota eccedente il precedente scaglione è del 41% e di conseguenza l’onere fiscale più alto sarà pari a 25.420 euro.

V scaglione reddito sopra i 75.000 euro: Oltre i 75.000 euro di reddito, ovvero per il quinto ed ultimo scaglione di reddito, l’aliquota IRPEF è pari al 43%. I contribuenti facoltosi, che percepiscono un reddito annuo eccedente i 75 mila euro, ovvero oltre 6.250 euro mensili dovranno corrispondere 25.420 euro più il 43% sul reddito eccedente.

RIFORMA FISCO 2018 – Dal 2018, nell’ambito della Riforma del Fisco, si dovrebbe attuare una revisione degli scaglioni IRPEF. L’idea sarebbe di prevedere quattro aliquote, rimodulate secondo la filosofia renziana, che prevede la caccia al (presunto) ricco e la penalizzazione dei pensionati. Infatti l’aliquota più alta (del 42-43%) si applica addirittura a partire dai 28.000 euro, mentre prima partiva dai 75.000 euro, un vero e proprio salasso:

0%, no tax area per chi che redditi fino a 8mila euro l’anno;

27,5% fino a 15mila euro;

31,5% fino a 28mila euro;

42/43% oltre 28mila euro.

DETRAZIONI – Sul fronte delle detrazioni si pensa di fissarle a 1000 euro per il lavoro dipendente (800 per i pensionati), 200 euro per il lavoro autonomo. In tal modo per i redditi più alti diminuiranno anche le detrazioni e sono inoltre penalizzati pensionati e autonomi. Ma è tutto ancora da definire.

 

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Camillo Cipriani

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