Viene chiesta l'abolizione

Vitalizi parlamentari: il M5s inizia il count down fino al 15 settembre, quando scatterà il diritto

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica

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ROMA – Spettacolare iniziativa dei parlamentari del M5s che oggi, alla Camera, hanno attivato il countdown:
mancano infatti 198 giorni e una manciata di ore al 15 settembre, giorno in cui – dopo 4 anni e mezzo di legislatura – deputati e senatori matureranno il diritto a percepire la pensioni compiuti i 65 anni d’età. I grillini hanno così pigiato il bottone che dà il via al conto alla rovescia: «se entro il 15 settembre questo privilegio, un vero e proprio vitalizio mascherato, non verrà abolito – avverte il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio – convocheremo il popolo italiano sotto il Parlamento: non staremo a guardare i partiti fare melina. Boldrini – riconosce Di Maio – ha dato piena disponibilità a convocare l’ufficio di presidenza al più presto, speriamo già martedì, mercoledì. Ma nel giro di poche ore quelli del Pd hanno iniziato ad accampare scuse, il presidente dell’Inps Boeri ha cambiato idea sulla nostra proposta e hanno iniziato a far filtrare voci riguardo al fatto che la nostra proposta sarà sabotata in ufficio di presidenza. Abbiamo assistito più volte ad occasioni mancate per eliminare schifosi privilegi, ogni volta bloccati dall’Azzeccagarbugli di turno. Stavolta non ci stiamo».

«A chi dice che c’è una rincorsa tra Pd e M5S per eliminare i vitalizi faccio notare che il Pd non vuole eliminarli. Per onestà intellettuale dovreste chiedere a Richetti – primo firmatario della proposta dem per abolire i vitalizi – perché il Pd non vota la sua proposta, che è ferma assieme a quella Nuti targata M5S. Ora ci aspettiamo – prosegue – che anche il Senato discuta questa delibera o sarà una barzelletta, abolire le pensioni alla Camera ma non al Senato. Ce lo aspettiamo dal presidente Grasso e consigliamo a Boldrini, che ha manifestato la massima disponibilità, di sentirlo.
Noi ci dedicheremo anima e corpo a questa battaglia: o i parlamentari rinunciano alla pensione o sarà l’armageddon dei partiti e lo verranno a celebrare i cittadini qui sotto. In questi anni – ha concluso l’esponente M5S – tantissimi esponenti del Pd hanno parlato di tagliare gli stipendi ma solo noi ce li siamo dimezzati. Quindi sono tutte delle boutade. Non mi risultano depositate proposte come quella di Emiliano, l’unica è la pdl Lombardi per dimezzare lo stipendio dei parlamentari e rendicontare tutte le spese».

«Quando approvarono la legge Fornero sulle pensioni, con danni ingenti per milioni di italiani – dice Riccardo Fraccaro – subito dopo, in ufficio di presidenza e senza il controllo dell’opinione pubblica, decisero che quelle regole varate dal governo Monti non sarebbero state applicate ai parlamentari. Noi vogliamo entrare in quella stessa stanza e abolire questo privilegio medievale. Non è una punizione, è una questione di equità. Bastano 5 minuti e l’alzata di mano di una ventina di persone».

«Non c’è alcun intento punitivo – gli fa eco il capogruppo M5S alla Camera, Vincenzo Caso – quante volte ragioniamo sulle distanze tra i cittadini e coloro che abitano questi palazzi. Noi vogliamo avvicinarli e lo stiamo facendo con questa delibera. Applicheremo la legge Fornero innanzitutto a noi stessi, perché per primi dobbiamo dare l’esempio».

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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