Repliche fino a sabato 25 marzo

Firenze: in scena al Teatro Goldoni una «Scuola de’ gelosi» briosa e interessante

di Roberta Manetti - - Cronaca, Cultura

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Patrick Kabongo Mubenga ed Eleonora Bellocci in una scena de «La scuola de’ gelosi»

FIRENZE – Ha debuttato con successo anche a Firenze, al Teatro Goldoni, «La scuola de’ gelosi», dramma giocoso musicato da Antonio Salieri, interpretato dai giovani cantanti usciti dall’Accademia del Maggio Musicale Fiorentino. Sul podio dell’Orchestra del Maggio c’era lo specialista Giovanni Battista Rigon, che ha curato insieme a Jacopo Cacco la revisione della partitura: il manoscritto, conservato a Vienna, non riporta peò la prima versione dell’opera, andata in scena con gran successo nel 1778, ma quella rappresentata nell’aprile 1783 al Burgtheater, per la quale pare che nel libretto firmato da Caterino Mazzolà abbia messo le mani addirittura Lorenzo Da Ponte.

Certo è che di spunti che si ritrovano sviluppati nella trilogia di Mozart su libretto di Da Ponte («Le nozze di Figaro» in primis, ma anche «Così fan tutte» e perfino una sfumatura di «Don Giovanni») ce ne sono, nell’opera di Salieri, che è tutt’altro che poco godibile, oltre ad essere estremamente interessante, giustappunto, come sottobosco mozartiano. Indubbiamente il genio di Salisburgo ha fatto di meglio, ma è bene che da qualche anno si sia iniziato a rendere giustizia anche al bistrattatissimo compositore di Legnago e vale la pena vedere questa Scuola de’ gelosi» ben inscenata dal Maggio su iniziativa della Fondazione Culturale Antonio Salieri di Legnago, in collaborazione con la Fondazione Teatri delle Dolomiti di Belluno ed in coproduzione con la Fondazione Pergolesi Spontini, il Teatro Ristori, Il Teatro Marrucino.

Si sono portati bene i cantanti, specie le donne (i soprani Eleonora Bellocci, brillante Ernestina, moglie del mercante, Francesca Longari, nei panni della contessa Bandiera, trascurata dal marito come la sua pari grado delle «Nozze di Figaro», e il mezzosoprano Ana Victoria Pitts, baldanzosa cameriera Carlotta), ma anche Benjamin Cho, che interpreta il geloso mercante Blasio.

Gradevole anche l’aspetto visivo, con divertenti costumi, creati da Valeria Donata Bettella, che evocano il Settecento pur sovrapponendovi una patina Liberty (le stampe individuano le coppie originarie anche quando l’azione le rimescola), scene essenziali fatte di fondali tridimensionali manovrati a vista, che in pochi istanti potevano trasformare un salotto in un boschetto stilizzato, e un disegno luci efficace. La regia di Italo Nunziata imprime all’azione la giusta dose di brio.

Teatro Goldoni (Via Santa Maria, 15, Firenze)

Repliche Martedì 21 marzo, ore 20, Giovedì 23 marzo, ore 10, sabato 25 marzo, ore 16.30

Biglietti euro 20, in vendita anche online

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