Ultimi tentativi per evitare il blocco del servizio

Taxi: nuovo incontro al ministero delle infrastrutture per scongiurare lo sciopero del 23 marzo

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Primo piano, Top News

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ROMA – Il Governo tenta la mediazione e ha convocato per il pomeriggio di oggi 22 marzo le venti sigle sindacali dei taxi. C’è uno sciopero, indetto per giovedì 23, da scongiurare. La carta del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sta nel decreto di riordino del settore. Tra le novità in arrivo un registro per le app che collegano il cliente con l’autista e l’obbligo di rimessa per gli Ncc, ma nell’ambito di confini territoriali da definire insieme alle Regioni.

Una situazione quindi ancora tutta in movimento che preoccupa la sindaca di Roma, Virginia Raggi: «Comprendiamo la difficoltà della situazione e le loro ragioni – scrive dal suo profilo Fb rivolgendosi agli autisti – ma la Capitale, in particolar modo in questi giorni in vista della celebrazione dei 60 anni dei Trattati di Roma, è sotto i riflettori del mondo e i tassisti sono i primi ambasciatori della Capitale. Sono il nostro biglietto da visita e sono sicura che hanno a cuore la vita della nostra amata città».

Il ministero intanto fa sapere che tutto il pacchetto di riforma è pronto per il confronto. Dialogo che la prossima settimana si aprirà anche al noleggio con conducente e poi agli altri attori coinvolti. E’ quindi alle battute finali il decreto interministeriale Mit-Mise, spiega il dicastero guidato da Graziano Delrio. Provvedimento che contiene misure, come prevede la legge madre, tese ad impedire pratiche di esercizio abusivo del servizio taxi e del servizio noleggio con conducente o, comunque, non rispondenti ai principi ordinamentali che regolano la materia. E c’è anche una prima stesura dei principi per attuare la delega di riordino del settore inserita nella legge sulla Concorrenza che dovrebbe approdare nell’Aula del Senato tra circa due settimane. Tempo in più per aggiustare il tiro.

Le sigle dei taxi aspettano di vedere i testi per prendere una decisione. E intanto lamentano la scarsa attenzione che il governo ha più volte manifestato nei confronti degli impegni assunti verso la nostra categoria, scrivono insieme Unica Cgil, Fit Cisl taxi, Uil Trasporti taxi, Ugl taxi, Federtaxi Cisal, Usb taxi, Fast tpln Confasal e Uti. Radiotaxi, che non ha aderito allo stop, con Loreno Bittarelli, esprime soddisfazione per la convocazione, insistendo per rendere più stringente e più idonea a contrastare il fenomeno dell’abusivismo tutta la normativa.

Intanto ieri è stata la volta di Uber al Mit, rappresentato dal viceministro, Riccardo Nencini, che guiderà anche il tavolo con i tassisti. Un registro per le app che collegano il cliente con il servizio auto «è una condizione necessaria, di trasparenza su cui siamo tutti d’accordo, ma non può che essere un primo passo», dice il general manager di Uber, Carlo Tursi, commentando una delle ipotesi in circolazione. L’elenco permetterebbe di certificare le piattaforme, rendendo tutto tracciabile, anche a fini fiscali. Quanto alla messa a punto di ambiti territoriali, fatto salvo l’obbligo di rimessa che scatterebbe con il riordino, per Uber «non fa la differenza: quello che conta è non fissare un tetto alle autorizzazioni». E qui sembrerebbe che il cumulo sia consentito.

L’incontro di oggi servirà a capire se le proposte del Governo saranno in grado di scongiurare la protesta già annunciata dei taxi. Sciopero con concentramento nei pressi di piazza Venezia.

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Camillo Cipriani

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