Da marzo il fisco incrocerà i dati delle persone fisiche per stanare gli evasori

Redditometro ai nastri di partenza

di Piero Corradini - - Economia

agenzia-entrateRedditometro ai nastri di partenza. A marzo verrà inaugurato il nuovo strumento che l’Agenzia delle Entrate intende utilizzare per mettere a confronto i redditi dichiarati dalle persone fisiche con le spese sostenute e quindi verificarne la congruità.

Non si tratta di una nuova gabella, ma di una disposizione operativa volta a riorganizzare e regolamentarere gli accertamenti induttivi, sulla scorta dei data base già disponibili al fisco. Il sistema dovrà ricostruire le spese degli anni precedenti, incrociando tra loro contratti, fatture e pagamenti, incassi, bonifici, spese con carte di credito e assegni.

I primi controlli riguarderanno circa 35.000 contribuenti per i quali verrà esaminata la posizione per l’anno 2009. I “fortunati” saranno scelti con le tecniche di campionamento statistico, definendo aree geografiche e gruppi omogenei di nuclei familiari (single, coppie senza figli, coppie con 1 o più figli), differenziati anche per età.

Per ciascun contribuente verranno poste al vaglio circa 100 voci di spesa sostenute nell’anno, così suddivise :

1. abitazione (acquisto abitazione principale, acquisto seconde case, mutui, ristrutturazioni, collaborazioni domestiche, utenze, acquisto di arredi e di elettrodomestici),

2. mezzi di trasporto (acquisto automobili, moto, natanti, aeromobili e leasing),

3. assicurazioni e a contributi di vario genere pagate,

4. istruzione (rette scolastiche, corsi di lingue, soggiorni all’estero, canoni di locazione per studenti universitari),

5. attività sportive, ricreative e alla cura alla persona,

6. investimenti immobiliari e mobiliari netti

7. altre spese significative (acquisto antiquariato, acquisto gioielli, donazioni, assegni periodici al coniuge separato).

Nel presentare questo nuovo strumento ai professionisti, l’Agenzia aveva già specificato che lo scopo fondamentale del suo utilizzo era quello di indirizzare gli utenti verso la “compliance”, ossia verso la persuasione a compiere il proprio dovere di contribuenti.

Non è stata una partenza facile. La percentuale limite di scostamento tra dichiarato e accertato originariamente fissata al 25% è ora passata al 20%. Se viene accertato un reddito superiore al 20% di quanto dichiarato, scatta la mano pesante del fisco e come minimo il contribuente dovrà produrre tutta la documentazione giustificativa sull’esattezza (o meno) della sua dichiarazione.

In contropartita, l’Agenzia delle Entrate ha però recentemente comunicato che verrà comunque fatto salvo chi, nel superare il gap del 20%, resterà sotto i 12.000 euro di divario. Una disposizione che lascia piuttosto perplessi, dal momento che chi ha evaso 11.999 euro resta pur sempre un evasore.

Inoltre in un altro comunicato stampa, la Agenzia ha garantito che i pensionati, se titolari della sola pensione, non saranno mai selezionati dal redditometro.

Sembra dunque che il redditometro, che agita il sonno di tanta gente, verrà inizialmente utilizzato solo per stanare gli evasori più sfacciati. Ma, per adesso almeno, nessuno scommette un euro sulla reale entità di quanto sarà possibile, come si dice in gergo tecnico, “recuperare a tassazione” e rimpinguare così le casse dell’erario.

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