“LA RAGAZZA CON L’ORECCHINO DI PERLA” IN MOSTRA A BOLOGNA NEL 2014

Jan Vermeer, La ragazza con l'orecchino di perla, 1665-1666, olio su tela, Mauritshuis, L'Aia
Jan Vermeer, La ragazza con l’orecchino di perla, 1665-1666, olio su tela, Mauritshuis, L’Aia

FIRENZE – E’ un’icona del patrimonio storico-artistico mondiale. Come La Gioconda di Leonardo da Vinci e come l’Urlo di Munch, come la Primavera di Botticelli e il David di Michelangelo.  Per poco più di tre mesi – dall’8 febbraio al 25 maggio 2014 – La ragazza con l’orecchino di perla di Jan Vermeer sarà in mostra in Italia. Cioè l’impresa tentata – e non riuscita – dalle Scuderie del Quirinale di Roma (dove si è conclusa da poco una antologica proprio sull’artista di Deft), riuscirà invece a Palazzo Fava di Bologna, che ospiterà il capolavoro, ovvero la star indiscussa di una raffinatissima mostra sulla Golden Age della pittura olandese, curata da Marco Goldin e, tra gli altri, da Emilie Gordenker, direttrice del Mauritshuis Museum de L’Aja dove il dipinto di Vermeer è conservato.

L’occasione storica di ammirare in Italia e gli altri celeberrimi dipinti olandesi nasce dalla collaborazione tra Fondazione Carisbo, e per essa il suo presidente professor Fabio Roversi-Monaco, e Marco Goldin, storico dell’arte e amministratore unico di Linea d’ombra. La ragazza con l’orecchino di perla evoca bellezza e mistero e il suo volto da cinque secoli continua a stregare coloro che hanno l’emozione di poterlo ammirare dal vero o scoprirlo attraverso i romanzi e il film di cui la bellissima ragazza dal copricapo color del cielo è diventata, forse suo malgrado, protagonista. Nessuno, infatti, ha scordato l’omonimo film di Peter Webber, del 2003, con la bellissima Scarlett Johansson nei panni della languida Griet, la ragazza che immortalerà per sempre sulla tela del XVII secolo.

Il suo arrivo in Italia – dopo che in due diverse sedi, in Giappone, nel 2012 è stata ammirata da circa un milione e mezzo di persone – è il frutto straordinario di una trattativa durata un paio di anni, a partire dal momento in cui il Mauritshuis – scrigno di opere somme da Vermeer fino a Rembrandt – è stato chiuso per importanti lavori di restauro e ampliamento, che ne vedranno la riapertura al principio dell’estate 2014.  Nel frattempo, una parte delle collezioni del Museo è stato riallestita presso il Gemeentemuseum, sempre a L’Aja, mentre un nucleo, forse il più strepitoso, è stato concesso ad alcune sedi internazionali in Giappone (a Tokyo e Kobe) e negli Stati Uniti: il Fine Arts Museum di San Francisco, l’High Museum of Art di Atlanta e la Frick Collection di New York, ovvero a istituzioni di assoluto prestigio mondiale. Come unica sede europea, e ultima prima del definitivo ritorno de La ragazza con l’orecchino di perla al suo Museo rinnovato, la scelta è caduta su Bologna e su Palazzo Fava.

Da tener presente che quela di Bologna “Sarà l’unica occasione per ammirarla in Europa al di fuori della sua sede storica da dove, conclusa la mostra bolognese, probabilmente non uscirà mai più, essendo l’opera simbolo del museo riaperto”, afferma il presidente della Fondazione Carisbo, Fabio Roversi-Monaco. “Annunciamo con tanto anticipo questo evento proprio per la sua eccezionalità, e perché tutti coloro che giungeranno a Bologna per la visita possano prepararsi per tempo. Ciò che accadrà tra poco meno di un anno resterà una cosa senza eguali e non più ripetibile – afferma Marco Goldin. Non serve che dica con quanto orgoglio Linea d’ombra sta lavorando su questo progetto, ringraziando sia il Mauritshuis per la fiducia nei nostri confronti sia la Fondazione Carisbo per tutto l’appoggio e la collaborazione. E quanto sentiamo la responsabilità di portare in Italia un tale capolavoro”.

Le prenotazioni per le visite alla mostra si apriranno il prossimo 28 ottobre. Fino a quell’ora solo una lunga, trepidante attesa.


Marco Ferri


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