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Piazza della Libertà

Gli abitanti e il Comitato Parterre: Piazza della Libertà desertificata

Piazza della Libertà
Piazza della Libertà

FIRENZE – Piazza della Libertà a rischio desertificazione. A lanciare un grido d’allarme sono gli abitanti e i commercianti della zona messi in ginocchio dagli affitti da capogiro. Si parla di 4-5mila euro ad immobile che Fondiaria Sai, insieme alla società Pirelli e ad altri gruppi più piccoli, intasca ogni trenta giorni.

Il colosso assicurativo (che ha la sede nella piazza) è non a caso proprietario della maggior parte dei palazzi che corrono sotto i portici di questo quadrilatero chiacchierato. E pare che da tempo stia cercando di vendere – senza molta fortuna – interi blocchi degli edifici dell’area. Sono decine i fondi sfitti e c’è addirittura chi giura che a breve i numeri delle chiusure e dei fallimenti delle attività adiacenti si duplicheranno. “Insomma – commenta uno degli edicolanti – stiamo sprofondando pian piano nel dimenticatoio”. Ne è dimostrazione anche il fatto che il parcheggio interno al Parterre conti ogni giorno sempre più spazi vuoti. 

Uno dei fondi sfitti in piazza della Libertà
Uno dei fondi sfitti in piazza della Libertà

Sembrano lontani i periodi in cui la piazza ospitava il festival dei fiori e quello dell’artigianato; alcuni tra gli eventi più attesi in città. Ed è sufficiente un rapido giro – tra qualche marciapiede dissestato e la sfilza di cartelli “affittasi” e “vendesi” sui bandoni – per rendersi conto che difficilmente le iniziative di un tempo torneranno ad animare il quartiere.  A farla da padrone è il degrado, nonostante le azioni intraprese dal Comitato del Parterre – costituitosi due anni fa – che pian piano e a fatica sta cercando di restituire la piazza ai residenti. “Piazza della Libertà è ormai un dormitorio pubblico – denuncia Andrea Galanti, membro del consiglio del Comitato -; sta sparendo tutto e bisogna smetterla di fare finta di niente. Siamo stanchi non solo di questa mancanza di attenzione da parte delle istituzioni ma anche di un’assenza imbarazzante di senso civico. Non le dico nemmeno quante volte mi sono imbattuto in escrementi e non di animali – sottolinea Andrea – di fronte al portone di casa, nel parcheggio la sera c’è di tutto. Il Comitato qualche vittoria l’ha incassata: l’illuminazione, il rifacimento del manto stradale, ad esempio. Ma non possiamo fare tutto da soli”.

La situazione, tuttavia, non appresta a migliorare dato che il gruppo Fondiaria Sai – che un paio di settimane fa ha visto trecento lavoratori manifestare di fronte la sede di piazza della Libertà contro l’ipotesti di piano industriale che prevede, tra le altre cose, un depotenziamento del capoluogo toscano a vantaggio della sede di Bologna dopo la fusione con Unipol – pare che transiterà quasi la metà dei dipendenti (in totale la sede fiorentina ne conta 535) nel capoluogo emiliano, svuotando ulteriormente gli uffici della zona. Non resta che sperare che l’amministrazione comunale – dopo le ripetute lamentele e le sollecitazioni degli esercenti e dei residenti – si attivi per restituire dignità a quella che da tanti è considerata “una delle piazze più belle della città”.

degrado


stefania ressa

Giornalista

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