Giovani imprenditori si reinventano

Professione? Ortolano porta a porta

di stefania ressa - - Economia

Giacomo fa l'ortolano a Pisa

Giacomo fa l’ortolano a Pisa

FIRENZE – Contro la crisi dirompente la parola d’ordine è ‘reinventarsi’. Lo stanno facendo i giovani imprenditori che si stanno attrezzando per portare alla ribalta la vendita “porta a porta”. Questa volta di frutta e verdura. Il fenomeno – che sta prendendo piede soprattutto nei borghi e nei piccoli centri urbani – è stato rilevato dall’associazione degli agricoltori, Coldiretti. “Sono sempre di più i ragazzi che investono nell’home delivery. Senza dubbio un gran fermento – lo definisce Tulio Marcelli, presidente Coldiretti Toscana parlando di queste esperienze imprenditoriali che la nostra regione sembra riscoprire -. Siamo di fronte ad attività che nascono dalla necessità di costruirsi un percorso lavorativo, e dall’esigenza comprensibile di ritagliarsi uno spazio per il futuro. In agricoltura questo futuro oggi è più possibile che in altri settori. Inoltre – aggiunge Marcelli – non sottovaluterei la centralità che assume in questo caso il consumatore che attraverso il passaparola contribuisce alla creazione di una vera e propria catena virtuosa. Certo – sottolinea – come in tutte le cose bisogna aver voglia di fare ed impegnarsi, probabilmente più che in altri settori”.

Vediamo nel dettaglio cosa questi giovani imprenditori ‘baciati dalla terra’ si apprestano a fare: vendono ortaggi freschi, appena raccolti dai loro campi, pesce pescato dei nostri mari già sfilettato e pronto per la padella e le specialità agroalimentari espressione della nostra regione che non riuscirebbero, se non fosse per loro, a raggiungere centinaia di consumatori dimenticati. Non solo: si impegnano pure a portare la spesa fin sotto casa, a volte addirittura fino all’uscio, ricordando in un certo senso i lattai di una volta. Sorridono. Riescono a divertirsi lavorando. Parlano con i loro clienti, conoscono gente nuova, non stanno mai fermi ma soprattutto alimentano quella socialità con il consumatore che altrimenti si perderebbe tra gli scaffali ‘asettici’ dei supermercati. Quando hanno deciso di percorrere questa strada devono aver pensato al celebre detto ‘se la montagna non viene a Maometto, Maometto va alla montagna“perchè – ammettono alcuni – il cliente-consumatore a volte va cercato”.

Da sinistra Marco Olivieri e Paolo Russo, i pescivendoli

Da sinistra Marco Olivieri e Paolo Russo, i pescivendoli

Giacomo, Ilenia, Marco e Paolo sono alcuni dei “pionieri” del nuovo millennio che hanno scommesso ed investito sulla consegna a domicilio.

Chi ha iniziato a farlo. Giacomo, 24 anni, pisano, è l’ortolano della porta accanto. Faccia pulita, sorriso stampato sempre sul volto, entusiasmo da vendere. Dalla scorsa estate ha iniziato a far fruttare il suo ettaro e mezzo di terreno dove coltiva ortaggi di stagione. Consegna le sue cassette multi-ortaggi da circa 8 chilogrammi a bordo della sua panda color bordeaux. Un segnale per i suoi clienti, oggi una trentina di famiglie. Gli amici sono stati i primi a sperimentare la “consegna a domicilio”, poi sono arrivati gli amici degli amici, e gli amici degli amici degli amici: “in pochi mesi sono passato da una decina di famiglie ad una trentina – racconta – il passaparola mi è di grande aiuto”. Giacomo sa di non aver inventato nulla di nuovo, eppure la sua “idea”, nell’era del tablet e del 3D sta riscuotendo un successo incredibile; “tante famiglie lavorano e non hanno tempo per fare la spesa – analizza – io cerco di facilitare questa parte”. L’incontro con i clienti avviene in determinati punti della città poco fuori dalle mura: “basta un sms per fare l’ordine. E il servizio? E’ compreso”.

Ilenia e la bottega con le ruote

Ilenia e la bottega con le ruote 

Chi lo farà. IleniaPaolini, massese, sta attrezzando un furgoncino per portare gli spettacolari prodotti del caseificio di famiglia insieme ad olio, confetture, pasta, insaccati, miele, biscotti e ortaggi, nei paesini della montagna apuana come Resceto, Forno, Guadine, e della Versilia storica e Val di Magra dove i negozi di vicinato sono spariti. “Non ce ne sono più – fa notare – e tanti anziani, e non solo loro, non hanno la possibilità di scendere fino in città o al centro commerciale con frequenza per fare la spesa”. Figlia di allevatori di pecora massese da sette generazioni, Ilenia, 22 anni, ha iniziato la sua esperienza nei mercati di Campagna Amica. “Ho un diploma di grafico ma non sono riuscita a spenderlo – ammette – allora mi sono detta: perché non provare? Ora ho una prospettiva e tanto entusiasmo che prima, sinceramente, un pò avevo perso”.

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stefania ressa

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Giornalista
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