Intanto Gucci vuole comprare la Ginori

Tav: lavoratori di Nodavia in protesta, non ricevono lo stipendio da gennaio

di stefania ressa - - Economia

Monnalisa, la talpa finita nel mirino della Magistratura

Monnalisa, la talpa finita nel mirino della Magistratura

FIRENZE – Non ricevono lo stipendio da gennaio e stamani, venerdì 5 aprile, i lavoratori di Nodavia (tecnici, ingegneri e impiegati) hanno protestato di fronte alla sede dell’assessorato provinciale al lavoro, dove oggi si è tenuto un incontro tra enti locali, azienda e sindacati. Il presidio, peraltro piuttosto nutrito, è stato organizzato per dire ‘no’ ai 43 esuberi annunciati dopo che è scattata l’inchiesta sulla Tav fiorentina con il sequestro della fresa e di un’importante somma sul conto corrente del consorzio Nodavia che si occupava di una parte dei lavori per il nodo fiorentino. “Speriamo di trovare gli ammortizzatori sociali – hanno sottolineato non senza preoccupazione Flavia Villani della Fillea Cgil e Stefano Tesi della Filca Cisl – che possano tenere i lavoratori agganciati a quest’opera. Opera che le istituzioni hanno ribadito che si farà. Esprimiamo fiducia per il lavoro della Magistratura e auspichiamo che venga svolto nel tempo più veloce possibile per poter riprendere le attività di cantiere”.

Contrariamente ai dipendenti di Nodavia che stanno lottando per conservare il posto di lavoro, quelli della Richard Ginori pare che a breve potranno tirare un sospiro di sollievo. Dietro l’azienda di Sesto Fiorentino, da tempo in attesa di buone notizie per la sua rilevazione dopo la dichiarazione di fallimento il 7 gennaio, ci sarebbe Gucci. Il colosso mondiale nel settore del lusso ha infatti depositato tramite una sua società controllata lo scorso 26 marzo – dopo un’asta andata deserta il 19 marzo – un’offerta irrevocabile per l’acquisto dell’azienda Richard Ginori pari a 13 milioni di euro, oltre che l’impiego di 230 lavoratori cassaintegrati su 308.

La decisione di presentare l’offerta da parte di Gucci, si legge in una nota, “è coerente con la strategia di valorizzazione dell’eccellenza del Made in Italy nel mondo. L’offerta si basa su un progetto industriale e strategico di lungo periodo e si pone l’obiettivo di tutelare e rilanciare un marchio storico di Firenze, quale è Richard Ginori, sinonimo da sempre di qualità e artigianalità. Il piano industriale farà leva sulle competenze, il know-how e le sinergie esistenti tra i due marchi”.

La notizia, che ha in parte spazzato via l’incertezza che aleggiava sull’azienda di Sesto, fa ben sperare pure il presidente della Provincia Andrea Barducci, il quale ha dihiarato: “dopo anni di sconforto finalmente si aprono nuove prospettive di ricollocazione per tanti lavoratori che finora hanno subito gli effetti negativi di una vicenda assurda. L’offerta che giunge da un’azienda di valore internazionale come questa consente ora di pensare alla piena valorizzazione di un marchio prestigioso e del patrimonio di esperienza e creatività che deriva dal Made in Italy”.

A ritenerla una bellissima svolta è stato anche il sindaco Matteo Renzi che sul suo profilo Facebook ha commentato: “La svolta Gucci per la Richard Ginori é una bellissima notizia, un messaggio anticrisi per il territorio fiorentino e per tutto il Paese”.

Giovedì pomeriggio, intanto, è stato pubblicato sul sito della Richard Ginori il nuovo bando per l’acquisizione. I soggetti che vorranno aggiudicarsi il brand – all’asta del 22 aprile – dovranno offrire almeno 13 milioni di euro e il reimpiego dei 230 lavoratori. I giochi, insomma, sono ancora aperti.

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Giornalista

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