In concerto alla Sala Vanni

Mario Venuti, l’ultimo romantico arriva a Firenze

di Redazione - - Eventi

Mario Venuti (Foto: Monica Silva)

Mario Venuti (Foto: Monica Silva)

FIRENZE – L’ultimo romantico è un’immagine che ben si presta a Mario Venuti, cantautore di lungo corso che porta con sé quella “leggerezza pensosa” cara a Italo Calvino. E al di là ogni retorica, non stupisce che l’artista siciliano l’abbia fatta propria per il nuovo album, al centro del concerto acustico che segna il suo ritorno sulle scene fiorentine, giovedì 11 aprile alla Sala Vanni (ore 21 – biglietto 15 euro – prevendite abituali – riduzioni www.musicusconcentus.com/liste). Mario Venuti sarà solo sul palco, ora al pianoforte ora alla chitarra. E ci sarà spazio anche per omaggi al suo intenso passato.

“L’ultimo Romantico” propone 12 brani inediti (10 dei quali scritti a quattro mani con Kaballà) di cui Mario Venuti è produttore artistico insieme a Roberto Vernetti. L’album segna il ritorno discografico del cantautore siciliano, dopo i recenti singoli “Quello che ci Manca”, “Fammi il Piacere” e “Trasformazioni”.

Come sempre, la voce di Venuti va al di là dei generi. Si diverte a tendere tranelli all’ascoltatore, fin dai titoli delle canzoni: la “Rosa Porporina” è un fiore ambiguo, malandrino e bello, una dichiarazione di intenti in cui gli angeli uccidono “la tristezza in un lampo di meraviglia, trasformando tutto in forma di rosa”; “Trasformazioni” contrappone alle apocalissi annunciate la pulsione verso la vita e l’amore; “Là ci darem la mano” è un riferimento ribaltato al melodramma…

Un privilegio dell’età, o meglio ancora, della vita che si è attraversata, è anche quello di permettersi deviazioni in chiave blues (“Dna”, che non a caso richiama il patto faustiano col diavolo) o rock (“Non sarò io”), oppure languide dissolvenze (“Con qualsiasi cosa”).

L’ultimo romantico non è, e non potrebbe essere, un semplice manifesto artistico: non è nello stile di chi lo ha pensato e composto. È un piccolo rimedio ai mali quotidiani, una mistura agrodolce di armonie e dissonanze, una dichiarazione esistenziale fatta da uno di cui ci si può fidare. Canzoni che puntano a non farsi dimenticare, in un’epoca che vorrebbe, a tutti i costi, consegnarci all’oblio.

“Il termine romantico sembra aver perso il suo significato originario – spiega Mario Venuti nella prefazione al disco – ed è diventato col tempo sinonimo di sentimentale. Stucchevole quanto le scritte dei Baci Perugina! Ma romantico è chi reagisce alla razionalità con l’emotività, la fantasia e l’immaginazione. Il romantico cerca l’infinito, il desiderio del desiderio, lo slancio verso l’Assoluto, la spinta ad oltrepassare i limiti della realtà. Il romantico prova struggente tensione, senso di continua inquietudine. Il romantico insegue il sogno, la visione, la follia e sperimenta continue fughe dalla realtà spazio-tempo. Quel sogno mi ha spinto a fare della musica la mia vita. Bello sarebbe non sentirmi più un sopravvissuto, un animale in via d’estinzione, l’ultimo romantico”.

Il concerto di Mario Venuti: giovedì 11 aprile 2013, ore 21, Sala Vanni – piazza del Carmine, 14 – Firenze.

Info tel 055.415390 – 055.287347 – www.lenozzedifigaro.it. Biglietto intero: 15 euro, ridotto 12 euro.

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