Il 18 aprile a Città di Castello grazie a "Liberi di Educare"

“Miniolimpiadi”, 300 bambini del centro Italia si sfidano in amicizia

di Giulia Ghizzani - - Eventi

"Miniolimpiadi" a misura di bambino, il 18 aprile a Città di Castello

“Miniolimpiadi” a misura di bambino, il 18 aprile a Città di Castello

FIRENZE – Sportivi si nasce, o meglio si cresce. E’ questo il messaggio di fondo delle “Miniolimpiadi”, evento organizzato dalle scuole della rete Liberi di Educare (www.liberidieducare.it) che ha sede a Firenze e che il prossimo 18 aprile vedrà coinvolti oltre trecento bambini da Toscana, Umbria e Marche, riuniti per un momento di sport e divertimento in amicizia. L’evento – giunto alla sua terza edizione – si svolgerà a Città di Castello, dove le classi quarte primarie di tutti gli istituti della rete Liberi di Educare si sfideranno in diverse discipline: dal salto in lungo alla staffetta, dal lancio del vortex alla corsa fino alle gare di resistenza. Bambini e genitori da Firenze, Montecatini, Arezzo, Loreto, Ascoli Piceno e naturalmente Città di Castello si incontreranno negli spazi dell’impianto sportivo Belvedere dalle 10.30 per divertirsi nella pratica sportiva.

La miniolimpiade è il culmine di un percorso sportivo a cui aderiscono le scuole della rete Liberi di Educare che prevede un accompagnamento dei bambini per la via della conoscenza e della sperimentazione di attività sportive di vario genere. Le attività sportive nelle scuole sono coordinate all’interno del progetto “Crescere in movimento”, che parte dalle prime attività di conoscenza del proprio corpo negli anni della scuola dell’infanzia e prosegue durante tutta la primaria e la secondaria inferiore con la crescita attraverso il coordinamento dei movimenti fino alla sperimentazione di attività meno note come la scherma, il baseball, il rugby e altri ancora.

“La conoscenza della realtà e di se stessi passa anche per una sana pratica sportiva”, ha commentato Francesco Neri, presidente del gruppo di scuole Liberi di Educare, “che significa movimento e divertimento, lontano dalle logiche di competizione che troppo spesso condizionano i giovani nell’approccio allo sport (e alla vita)”. Una vera e propria attività educativa che aiuti insomma i bambini alla presa di coscienza delle proprie possibilità e al superamento delle paure nell’affrontare esperienze motorie nuove.

 

 

 

 

 

 

 

 

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Giulia Ghizzani

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Giornalista

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