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Il Don Carlos del 2004 al Maggio (Foto Maggio musicale)

Maggio musicale, è il giorno della prima. Con polemiche e nel vecchio teatro

Il Don Carlos del 2004 al Maggio (Foto Maggio musicale)
Il Don Carlos del 2004 al Maggio (Foto Maggio musicale)

FIRENZE – E’ il giorno della prima del Maggio musicale fiorentino, un tempo ambitissima stagione operistica italiana ed europea, oggi spettro di se stessa, con il Don Carlos di Giuseppe Verdi che per i tagli verrà programmata sotto forma di concerto e non di opera, per la fondazione che macina perdite su perdite di soldi pubblici ogni anno e per la sua discussa ristrutturazione dei costi che rischia di colpire “nella carne” i musicisti che ci lavorano. E per i risvolti politici che un’istituzione presieduta dal sindaco della città si è sempre portata dietro.

Come se non bastasse, l’ultimo gioiello del Maggio, il nuovo teatro è ancora inutilizzabile perché i lavori non sono ancora terminati, anche se la struttura è stata più volte inaugurata dalle istituzioni locali. E quest’anno alla difficile situazione generale si è aggiunta anche una latente disaffezione del pubblico: un centinaio di biglietti, un tempo introvabili, sono stati regalati da un’associazione musicale e un migliaio (ovvero, la metà della capienza del teatro) sono stati invece acquistati in blocco dall’associazione industriali. Un gesto benevolo per la città, certo, ma che fa ben vedere in quale abisso sia sprofondata la manifestazione. Una situazione che non era mai accaduta in passato, neanche nei momenti più bui della rassegna.

Eppure, il cartellone è di prim’ordine, così come la prima diretta da maestro Zubin Mehta. Che però sconta appunto il fatto di essere un “semplice” concentro invece che un’opera proprio per i tagli imposti dal commissario Francesco Bianchi voluti dall’ex ministro Lorenzo Ornaghi. Il nuovo responsabile della cultura del governo Letta, Massimo Bray, sembra pensarla in modo più favorevole rispetto al Maggio fiorentino: oggi sarà a Firenze alla prima e su Twittter un paio di giorni fa ha linkato un articolo della Treccani che come argomento aveva il salvataggio della storica fondazione.

Su come Bray intenda fare, visto che anche a Roma le risorse non sembra abbondino, è ancora un mistero, ma la volontà “politica” anche di smarcarsi dal suo predecessore l’ha già dimostrata. L’appuntamento è per stasera alle 19 al vecchio teatro Comunale con il consueto via vai da foyer. E quando in sala si spegneranno le luci solo la magia di Zubin Metha potrà riuscire, per quatto ore, a cancellare la valanga di debiti, polemiche, liti aziendali in cui il Maggio negli ultimi anni si è cacciato.

Maggio Musicale

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