Ieri l'uscita nelle librerie italiane

Dan Brown, è caccia a «Inferno». Tutti pazzi per Dante

di Giulia Ghizzani - - Cronaca

 

"Inferno", anche a Firenze è finita l'attesa per l'ultimo romanzo di Dan Brown ispirato a Dante

“Inferno”, anche a Firenze è finita l’attesa per l’ultimo romanzo di Dan Brown ispirato a Dante

FIRENZE – Anche Firenze è stata contagiata dalla febbre di Dan Brown e in particolare da “Inferno”, l’ultimo bestseller scritto dall’autore statunitense e pubblicato ieri in Italia. Durante il primo giorno, le librerie hanno registrato vendite significative, con tanti appassionati (o semplici curiosi) che non si sono voluti perdere il debutto sul mercato editoriale dell’ultima fatica dello scrittore, già pluripremiato dal successo del “Codice da Vinci”, con cui riuscì a vendere ben 80 milioni di copie in tutto il mondo. 

Ieri mattina intorno alle 12 il punto vendita Ibs.it di via Cerretani contava già 30 acquisti (con 60 prenotazioni effettuate invece dai fan di Dan Brown nei giorni immediatamente precedenti l’uscita del romanzo ispirato a Dante e alla Divina Commedia). “Vengono soprattutto adulti, ma anche molti ragazzi”, è stato il commento di una delle addette. Segnali positivi anche in altri bookshop del centro, tra cui la libreria Feltrinelli, dove lo stesso presidente del Consiglio comunale Eugenio Giani si è recato per acquistare il testo ambientato a Firenze.

Ma che cosa piace, cosa incuriosisce, di questo libro? Chiara, giovane studentessa fiorentina, non ha dubbi: la simbologia. “Adoro i riferimenti misteriosi, i codici, gli enigmi che l’autore inserisce nelle sue opere”, ammette mentre stringe tra le mani la sua copia di “Inferno”. Per Marianna, casalinga, è invece l’idea di sentirsi un po’ tutti detective e studiosi a fare la differenza. “E’ una sfida che diventa quasi personale. Da quando ho avuto modo di conoscere Robert Langdon nel Codice da Vinci non ho più smesso di seguire le orme di questo personaggio. Mi piace calarmi nei suoi panni”, chiosa. “Sono appassionato di Dante: era l’ora che uscisse un testo del genere. Voglio vedere che tipi di collegamenti vengono sviluppati con la Divina Commedia”, spiega infine Giordano, di Brescia ma in soggiorno a Firenze.

Anche stavolta – come anticipato più volte – è Mr Langdon, lo studioso di simbologia dell’Università di Harvard, il padrone della scena. Qualcuno, infatti, sta tentando di ucciderlo mentre si trova nel capoluogo toscano, dove è impegnato a studiare Dante Alighieri. Barcollante, con la mente invasa da apparizioni mostruose, Langdon viene ricoverato in ospedale, sanguinante, perché qualcuno gli ha sparato. Presto, tuttavia, sarà costretto a scappare. Sulle sue tracce ci sono infatti un’organizzazione criminale chiamata Consortium, un movimento detto Transumanesimo e uno scienziato come Bertrand Zobrist.

I colpi di scena, insomma, non mancano e la complessità dei personaggi contribuisce a creare quell’attesa capace di tenere il lettore incollato alle pagine (ben 522, per la precisione). Alla fine di un’avventura che raggiunge momenti di insostenibile tensione, Dan Brown rivela come nel nostro mondo la distanza tra il bene e il male sia davvero breve, e come catastrofe e salvezza possano essere questione di punti di vista.

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Giulia Ghizzani

Giulia Ghizzani

Giornalista

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