«Questa vicenda mostra la mancanza di politiche industriali»

Caso Ilva, parla il governatore della Toscana Enrico Rossi

di stefania ressa - - Cronaca

Lo stabilimento Ilva a Taranto

Lo stabilimento Ilva a Taranto

FIRENZE – Lo tsunami Ilva sta travolgendo Taranto, i suoi cittadini, l’Italia e il mondo intero. Dopo anni di silenzi e di negligenza da parte delle istituzioni, ecco che i fumi del mostro d’acciaio arrivano pure in Toscana. E’ Enrico Rossi a prendere la parola.

«La vicenda dell’Ilva dimostra la mancanza di attenzione e di politiche industriali. L’astensionismo ha base lì», ha detto il presidente della Regione intervenendo ad Agorà, su Rai Tre, convinto che «il ministero dell’Industria prima del governo Monti non esisteva. Si percepiva persino fisicamente: cartoni ammucchiati nei corridoi e polvere».

«Lo Stato – ha spiegato ancora Rossi – prima riusciva a dare risposte e una prospettiva ai lavoratori. Ora il capitale si è internazionalizzato e sfugge al controllo degli Stati e alle politiche industriali dei governi. Con il 38% di giovani disoccupati in Italia e il 22% in Europa servono politiche di investimenti, altrimenti la democrazia va in crisi. Democrazia e conquiste sociali si sono sempre tenute insieme». Rossi ha quindi sottolineato che già il suo predecessore, Claudio Martini, aveva chiamato «Paolo Romani in Toscana 6-7 volte ma non lo abbiamo mai visto. Si credeva che la manifattura fosse una cosa del passato e che il ferro non fosse più un problema».

«Non invoco gli investimenti pubblici per tornare all’Iri, li invoco come elemento per dare spinta alla crescita – ha concluso il governatore -. Le imprese purtroppo per lungo tempo sono state abbandonate a se stesse».

Intanto il lavoro della Procura di Taranto prosegue senza fermarsi. Entro il mese di giugno dovrebbe essere chiusa l’inchiesta “Ambiente Svenduto”. Secondo indiscrezioni, il fascicolo degli indagati contiene ancora diversi nomi tra politici, imprenditori, ex dirigenti Ilva, funzionari di enti preposti al controllo e alle autorizzazioni e giornalisti. Un terremoto, quello della società del gruppo Riva che sta travolgendo la società tarantina sempre più collusa ai piani alti. I più lesi, in tutta questa vicenda, restano però i cittadini e i lavoratori dello stabilimento. Con interessi, in alcuni casi, divergenti ma con un obiettivo comune: evitare che il disastro Ilva continui ad inghiottire Taranto.

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stefania ressa

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Giornalista

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