Minacce eversive no-tav

La campagna violenta e intimidatoria dei no- tav piemontesi continua imperterrita, nonostante la presenza massiccia delle forze dell’ordine a difesa dei cantieri.  Recentemente sono apparsi in valle alcuni volantini firmati «Brigata 3 Luglio» (data in cui sono avvenuti gli scontri più accesi al cantiere di Chiomonte). Per la prima volta i toni sono molto più preoccupanti di quelli usati solitamente dal movimento di protesta contro l’Alta Velocità.

Diffusi dopo l’arresto di due militanti (poi scarcerati) sorpresi in possesso di fionde e sassi, i volantini riecheggiano slogan degli anni di piombo e sono ora oggetto di un’inchiesta della magistratura di Milano. Nel proclama, che definisce magistrati e poliziotti «servi dei servi dei servi dei servi», si possono infatti leggere minacce esplicite a due pm torinesi, Antonio Rinaudo e Andrea Padalino (è per questo che procede la magistratura milanese), e a due ispettori della Digos di Torino.

«Abbiamo filmato i vostri spostamenti, sappiamo chi siete, come vi muovete, dove abitate e ben presto vi accorgerete della giustizia proletaria» hanno scritto gli anonimi appartenenti alla Brigata 3 Luglio. Come si può rilevare i toni sono più vicini a quelli dei proclami dei gruppi eversivi degli anni ’70 che a quelli dei partigiani, citati come modelli dagli estensori del documento. «Ci rifacciamo ai partigiani che hanno lottato a lungo nella nostra valle per cacciare i topi nazifascisti, riuscendo a liberare la nostra terra dall’invasore». C’è anche un’allusione a un fantomatico processo (anche questo riesumato dalle memorie degli anni di piombo) già consumato nei confronti dei quattro soggetti citati. Il volantino infatti si conclude con un’inquietante promessa: «Il movimento ha analizzato e sentenziato le vostre meschine azioni politico-giudiziarie che vorrebbero incarcerare chi si batte contro il capitalismo senza prendere in considerazione i veri artefici di questo scempio che si sta consumando. La Brigata 3 Luglio vi ha già condannato e presto sanciremo la vittoria del popolo contro i servitori e gli oppressori di stato».

La battaglia no-tav si sviluppa attualmente soltanto contro i lavori per la costruzione della linea A.V. Torino – Lione. E’ sospesa invece l’azione volta a contrastare le opere che riguardano il sottoattraversamento ferroviario di Firenze, per ora bloccato a seguito dell’intervento della magistratura. Se riprenderanno i lavori sicuramente le proteste si estenderanno anche al nostro territorio e occorrerà che le autorità restino con gli occhi ben aperti per evitare possibili infiltrazioni dall’esterno, volte a collegare la lotta fiorentina con quella della val di Susa.

val di Susa


Paolo Padoin

Già Prefetto di Firenze Mail

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