Assemblea 2013 di Confindustria

Marchionne a Firenze: serve un piano Marshall per far ripartire il Paese

di Marco Bastiani - - Economia

Sergio Marchionne e Simone Bettini

Sergio Marchionne e Simone Bettini, presidente di Confindustria Firenze

FIRENZE – “Sono a Firenze per espiare una colpa che non ho commesso. Questa volta non pronuncerò parole in inglese perchè non voglio essere fraintesi come quando mi venne attribuita la frase pretty old town riferita a Firenze, che non ho mai pronunciato. Vorrei fare un trattato  per spiegare l’importanza di Firenze, ma non vorrei poi dover spiegare a Torino che non intendo trasferire qui la sede della Fiat”. Con questa battuta l’ad di Fiat Chrysler Sergio Marchionne  ha aperto questa mattina il suo discorso all’assemblea fiorentina di Confindustria, evento che si è svolto al vecchio Teatro del Maggio.

Poi Marchionne ha parlato di come è cambiata la Fiat negli ultimi anni e ha lanciato una frecciatina a Matteo Renzi che lo stava ascoltando in platea: “Non siamo riusciti a convincere il primo cittadino di Firenze, che ha deciso di guidare una macchina straniera, neanche il camper per la sua campagna elettorale aveva un marchio italiano, ma quello era stato comunque costruito nei nostri stabilimenti, dunque un caso di esterofilia di ritorno. La colpa di questo è però sicuramente nostra…”, ha detto Marchionne.

L’ad di Fiat ha poi criticato l’Unione europea: “Vuol compiere un salto di qualità? C’è bisogno degli Stati Uniti d’Europa”. Poi ha sottolineato che “stiamo vivendo in una fase di emergenza, un periodo di crisi che richiede anche in Italia interventi rapidi e incisivi. C’e’ un bisogno improrogabile di riforme”. “E’ inutile anche additare la Germania come nostro nemico. Loro hanno trovato una strada, noi dobbiamo ancora farlo, ma abbiamo avuto le stesse identitiche possibilità”.

Marchionne ha aggiunto che “serve un nuovo Piano Marshall per far ripartire il Paese. E dobbiamo farlo con le nostre forze se non vogliamo che il nostro Paese venga commissariato. In questo anche Firenze può dare il suo contribuito come è già successo nel Rinascimento, il punto più alto della nostra civiltà”

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