I sindacati: "Carenza cronica di personale e turni insostenibili"

Beni Culturali, i lavoratori scendono in piazza. Domani mobilitazione davanti ai musei fiorentini

di Giulia Ghizzani - - Cultura

 

I lavoratori del Mibac scendono in piazza: domani mobilitazione e volantinaggio a Firenze

I lavoratori del Mibac scendono in piazza: domani mobilitazione e volantinaggio a Firenze

FIRENZE – Va avanti la mobilitazione nazionale dei lavoratori del MiBAC, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali: domani sarà la volta di Firenze, con i dipendenti che si riuniranno presso il Rondò di Bacco, in piazza Pitti, dalle 8.30 alle 10.30, con successivo volantinaggio alla cittadinanza e all’utenza davanti agli Istituti più significativi. In parallelo, altre assemblee e manifestazioni si svolgeranno in tutti i capoluoghi di provincia della Toscana per fare luce su alcune questioni importanti per il futuro del personale. 

Le spiegazioni alla base della protesta sono presto chiarite: Firenze, come città d’arte, vive di turismo e la richiesta di avere i Musei sempre aperti è forte. L’orario, di conseguenza, si prolunga con progetti straordinari ministeriali ed eventi organizzati da privati che portano i lavoratori pubblici a turnazioni continue per poter dare risposte ai visitatori. Insomma, ciò che emerge, secondo i sindacati, è una cronica carenza di dipendenti, un numero ritenuto insufficiente per garantire un’adeguata valorizzazione e fruizione del patrimonio culturale presente nel capoluogo.

“Siamo sempre più chiamati – viene spiegato – ad accordi locali per razionalizzare i servizi, in realtà per farli sopravvivere: in alcune situazioni pur di garantire l’apertura dell’istituto abbiamo previsto la rotazione di tutto il personale, al di là della qualifica di appartenenza, nei servizi al pubblico. Ma se dobbiamo tutelare il nostro patrimonio culturale dobbiamo al tempo stesso tutelare i lavoratori del Ministero”.

Di qui, le richieste avanzate dal personale: in particolare, un piano occupazionale che superi il blocco degli organici e del turn over e crei posti di lavoro, la difesa del contratto integrativo e del diritto alla certezza della retribuzione e un investimento nelle professionalità che assicurano la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale disponibile.

“L’obiettivo dello stato di agitazione non è creare quindi un disservizio agli utenti. Anzi: la nostra è una mobilitazione aperta e attenta ai contributi delle persone e dei cittadini. I lavoratori del MiBAC vogliono poter offrire un servizio migliore all’utenza, valorizzando il loro operato e promuovendo la loro professionalità”, concludono i sindacati.

A seguito della dichiarazione dello stato di agitazione nazionale e della mobilitazione dei lavoratori del MiBAC, il ministro Bray ha convocato i sindacati per il prossimo 8 luglio. Intanto domani, di fronte ai musei fiorentini andrà in scena la protesta. 

 

 

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Giulia Ghizzani

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Giornalista
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