Controllo in un capannone dove era morto un operaio italiano

Prato, blitz contro lo sfruttamento di lavoratori irregolari

di Redazione - - Cronaca

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Capannone cinese sequestrato al Macrolotto di Prato

Capannone cinese sequestrato al Macrolotto di Prato

PRATO – Controlli nel Macrolotto 1 di Prato, nella ditta tessile gestita da un imprenditore cinese dove nei giorni scorsi si è verificato il decesso di un lavoratore italiano. Intervento congiunto di Polizia Municipale e Ispettori del Lavoro della Direzione Territoriale del lavoro, Inps e Inail.

L’operaio, in prova presso la ditta tessile, si era accasciato nel magazzino accusando un malore a cui è seguita la morte. Dal controllo eseguito è emerso che due dei cinque lavoratori presenti erano irregolari. Immediatamente sospesa l’attività imprenditoriale mentre la Polizia Municipale ha sottoposto a sequestro tutti i macchinari presenti dopo avere verificato la mancata presentazione della documentazione relativa all’azionamento, nonostante la ditta risulti insediata in quei locali e attiva da oltre un anno. Nei confronti del datore di lavoro cinese si procederà con la denuncia per sfruttamento di manodopera clandestina. I due irregolari, entrambi di origine cinese, sono stati sottoposti a fotosegnalamento per accertarne l’identità, poi scatterà l’espulsione.

«Purtroppo dobbiamo constatare ancora una volta l’utilizzo di manodopera clandestina all’interno di ditte cinesi, ormai è una routine –ha commentato l’assessore alla Sicurezza Urbana, Aldo Milone- Inoltre voglio complimentarmi con la Guardia di Finanza di Prato e con il suo Comandante, per l’operazione che ha portato alla scoperta dell’ennesimo money transfer da cui sono stati trasferiti illegalmente in Cina in 17 mesi 10 milioni di euro. Anche quest’operazione conferma i dati sull’evasione fiscale».

 

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