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Finisce il tour, tutti pensano alla Toscana

Froome

Prova di forza di Chris Froome. Il campione del team Sky aveva già sbrigato le pratiche sabato. Ieri, ventunesima tappa, restava la passerella di Parigi, per celebrare la conquista della maglia gialla e del centesimo tour de France.

Froome aveva centrato un terzo posto nella tappa di sabato, che gli aveva di fatto consegnato il tour. Questa la classifica finale: Froome, seguito dal sorprendente Nairo Quintana e dallo spagnolo Joaquim Rodríguez. Il colombiano, primo sul traguardo di Annecy Semnoz, si aggiudica la maglia bianca di miglior giovane ed anche la maglia a pois, riservata al miglior scalatore.

CHAMPS-ÉLYSÉES IN NOTTURNA La tappa che chiude il tour, la numero ventuno, come da tradizione porta i corridori della grande boucle a Parigi. Ma l’edizione del centenario ha in serbo una sorpresa: l’arrivo in notturna. Da Versailles ai Campi Elisi, questo il tracciato. Una tappa per velocisti, impreziosita dalle bellezze di una Parigi scintillante. Le frecce tricolori d’oltralpe volano incontro ai corridori, all’ingresso in città, e l’arco di trionfo diventa una grande rotatoria, intorno alla quale il gruppo dei ciclisti passa veloce per entrare nella avenue des Champs-Élysées.

Sul traguardo arriva primo Marcel Kittel, che fa poker di vittorie al tour. Il tedesco parte lungo ma riesce comunque a precedere nella volata finale Greipel e Cavendish.

LA VENTESIMA TAPPA L’ultima vera tappa era quella di ieri. Percorso breve – 125 chilometri – ma impegnativo, da Annecy ad Annecy Semnoz, nell’Alta Savoia. Roba da scalatori. Froome aveva già la maglia gialla cucita addosso e la possibilità di controllare la corsa o addirittura cercare di regalare la vittoria di tappa al suo gregario più fidato, Richie Porte.

Niente di tutto questo. Le intenzioni della maglia gialla sono diverse e lo si è visto nello scatto che ha tentato quando mancavano otto chilometri all’arrivo. Pedalate impressionanti su quella che era l’ultima salita di questo tour, sulla montagna di Annecy – 912 metri di dislivello e 8,5% di pendenza media, per una lunghezza di 10,7 chilometri. Poi l’arrivo, con al primo posto la rivelazione di questo giro di Francia, Nairo Quintana. Colombiano, classe 1990, il meno quotato dai bookmakers all’inizio del tour, viene promosso capitano del suo team, la Movistar, dopo la foratura occorsa a Valverde. E lui i gradi dimostra di meritarseli; fisico classico da scalatore, 167cm e meno di 60kg di peso, ma forte anche a cronometro. «Nella salita, con la squadra abbiamo controllato tutto ed eravamo sicuri di noi stessi, come aveva previsto la mia squadra. »

Dietro Quintana arriva Joaquim Rodríguez, detto Purito, piccolo sigaro, e al terzo posto proprio Froome.

VITTORIA PER L’AFRICA Ma è di Chris Froome la gioia più grande. Il bianchissimo corridore keniota, nato a Nairobi, cresciuto in Sudafrica e naturalizzato britannico si affretta a ricacciare sospetti di doping. Lui che in questo 2013 ha vinto tutte le gare che ha corso, tutte fuorché la Tirreno-Adriatico, strappatagli dal nostro Vincenzo Nibali. «Questa maglia gialla resisterà alla prova del tempo »_ dice.

Ma una dedica particolare la riserva al suo paese natale e a tutto il continente africano. «Farò qualcosa per promuovere il ciclismo in Africa, ma non so ancora come. Però il tour ha già fatto qualcosa di importante, con me e Daryl Impey, per l’Africa e gli africani.»

Certamente adesso, con i 450mila euro che spettano alla maglia gialla, avrà qualche possibilità in più.

UN TRENTINO PER L’ITALIA L’ultima vittoria di tappa italiana era targata Petacchi e risaliva al 7 luglio 2010. E’ toccato al trentino che di nome fa Trentin aggiudicarsi in volata la quattordicesima tappa, quella di Lione.

Il grande assente è Vincenzo Nibali, fresco vincitore del giro d’Italia, che ha scelto di non correre il tour. «Per fare bene una corsa come questa c’è bisogno di una grande condizione, che due grandi corse come giro d’Italia e tour de France ravvicinate non consentono di avere.» Vedremo se l’anno prossimo sarà ai nastri di partenza.

IN ATTESA DEL MONDIALE DI FIRENZE

Chiusa l’esperienza del tour e dopo la vuelta di Spagna a settembre, sarà la volta del mondiale. Dal 22 al 29 settembre il belga Gilbert, campione mondiale in carica, dovrà difendere la maglia iridata sulle strade della Toscana. Il percorso si snoderà su tre province: Firenze, Lucca e Pistoia e toccherà comuni quali Signa e Campi.

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