Sparatoria Massa, titolare ristorante: «Innamorati e morti qui»

Il corpo senza vita di Cristina Biagi davanti al ristorante dove lavorava a Marina di Massa
Il corpo senza vita di Cristina Biagi davanti al ristorante dove lavorava a Marina di Massa

MASSA CARRARA – Due morti ed un ferito grave, è il tragico bilancio della sparatoria di Marina di Massa. Una tragedia dettata dalla gelosia.

«Ho visto nascere il loro amore e li ho visti morire insieme» ha detto Elisabetta Bellucci, la titolare del ristorante di Marina di Massa dove ieri Cristina Biagi è stata uccisa dal marito Marco Loiola, che poi si è ucciso. «Cristina aveva 17 anni quando ha conosciuto Marco, qui nel mio bar; lei lavorava per noi. Si sono innamorati, sposati, hanno avuto due figlie, stavano insieme da 16 anni. Marco era un ragazzo buono. La separazione per lui è stata disastrosa, non era più in sé; dava la colpa agli altri del loro amore finito».

Marco Loiola e Cristina Biagi
Marco Loiola e Cristina Biagi

Riguardo a Salvatore Galdiero, l’uomo ferito gravemente da Loiola, Elisabetta Bellucci spiega che «è un cliente del bar, Marco ne era geloso perché lo vedeva aiutare Cristina ogni tanto al bancone; i due erano amici, si conoscevano soltanto da dicembre, non c’era nulla tra loro. Marco ha preso un abbaglio, ha cercato in tutti i modi di riportarla a casa e non riuscendoci l’ha uccisa».

Restano gravi le condizioni del ferito Salvatore Galdiero.

Resta un importante tassello da ricostruire per gli inquirenti della procura di Massa che si occupano dell’omicidio-suicidio di ieri: dove abbia preso la pistola Marco Loiola, l’uomo che ha sparato al presunto rivale in amore e alla moglie che stava chiedendo il divorzio e poi si è suicidato. L’uomo non aveva il porto di armi e non aveva mai rivelato a nessuno di possedere una pistola. «Stiamo scavando nel passato di Loiola -dice il Pm Alessandra Conforti– per capire come abbia fatto a procurarsi un’arma di fatto utilizzata anche in precedenza illegalmente, vista la matricola abrasa. Adesso le indagini si concentreranno su questo giro di ricettazione di armi, che noi già conosciamo sul territorio apuano, per individuare il soggetto che ha fornito la pistola a Loiola».

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Massimiliano Mantiloni

Giornalista

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