Reportage dall'unità della Marina impegnata nell'oceano indiano

Antipirateria, diario di bordo da Nave Zeffiro

di Sandro Addario - - Cronaca, Reportage

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Nave Zeffiro nella missione Atalanta (FirenzePost)

Nave Zeffiro nella missione Atalanta (FirenzePost)

OCEANO INDIANO  (Largo della costa dell’Oman) – Diario di bordo dalla Fregata «Zeffiro» della Marina militare italiana, che ieri 8 settembre ha appena lasciato il porto di Muscat in Oman per dirigersi in zona di operazioni al largo del Corno d’Africa. Fa parte della missione «Atalanta» voluta dall’Unione Europea, per scortare le navi mercantili che portano in Somalia aiuti del Programma Alimentare Mondiale (World Food Programme-WFP) e al tempo stesso offrire sicurezza alla navigazione in una zona di mare dove il rischio pirateria non è ancora eliminato. Se le navi dall’Asia verso l’Europa, per evitare di essere depredate, fossero costrette ad allungare il viaggio circumnavigando l’Africa, tutto questo si ripercuoterebbe in un ulteriore aumento dei costi di trasporto e quindi dei prodotti finiti.

FirenzePost seguirà con brevi flash le varie attività a bordo dell’unità italiana, che fa parte della Task Force 465 di Eunavfor, al comando di una nave militare olandese, con altre due unità tedesca e spagnola. Uno spaccato della vita di tutti i giorni dei nostri marinai, dalle attività di controllo del mare al silenzioso quotidiano operare all’interno di una nave, dove per quattro mesi convivono oltre 220 persone e dove ogni centimetro è prezioso.

 1 – Porto di Muscat, Oman – ore 8.30 locali – Nave Zeffiro disormeggia

 

Fotoservizio FirenzePost
 
(1 – CONTINUA)

 

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Sandro Addario

Sandro Addario

Giornalista

Commenti (2)

  • Cory

    |

    Ciao a tutti ! Ti dispiacerebbe se condivido il tuo blog con il mio myspace?
    Gruppo C’è un sacco di persone che penso che sarebbe davvero godere apprezzano i
    tuoi contenuti. Please mi Faccia Sapere Molte grazie.

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  • sergio tinti

    |

    un reportage di tutto rispetto, da fare invidia!
    Una occasione unica per far conoscere ai lettori l’impegno dei nostri giovani in quella “delicata” parte del mondo.
    Complimenti

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