Aperto alla Procura di Siena

Mps, nuovo fascicolo sui rapporti banca-politica

di Redazione - - Cronaca

La sede del Monte dei Paschi in piazza Salimbeni a Siena

La sede del Monte dei Paschi in piazza Salimbeni a Siena

SIENA – Un nuovo fascicolo su presunti rapporti tra gli ex vertici di Mps e la politica è stato aperto alla Procura di Siena. Lo si apprende da fonti vicine all’inchiesta. Al momento non ci sarebbero indagati: nel fascicolo alcuni documenti acquisiti nell’indagine per l’acquisizione di Antonveneta.

Il nuovo fascicolo, aperto dai pm Antonino Nastasi, Aldo Natalini e Giuseppe Grosso, titolari delle inchieste su Mps, conterrebbe anche altre note tecniche. Nelle carte depositate al momento della chiusura dell’inchiesta su Antonveneta (il 30 luglio scorso) ci sono numerosi omissis che riguardano alcuni interrogatori, e che sarebbero confluiti nel nuovo fascicolo.

Nei mesi scorsi, insieme alla Procura di Firenze, i magistrati senesi hanno sentito, come persone informate sui fatti, alcuni esponenti della politica locale, con l’obiettivo di ricostruire eventuali rapporti tra politica e banca. Oltre quella di Firenze, con i magistrati senesi hanno avuto rapporti anche altre procure italiane.

Al di là degli omissis, dalle carte di Antonveneta, rapporti con la politica emergono dalle testimonianze di alcuni protagonisti della vicenda. «La mia nomina, come  quella dell’avvocato Mussari alla guida della banca, fu decisa dai maggiorenti della politica locale e regionale e condivisa dai vertici della politica nazionale» aveva dichiarato ad esempio il presidente della Fondazione Mps Gabriello Mancini (non indagato) sentito come persona informata sui fatti il 24 luglio 2012 dai Pm. Nel centrosinistra, aveva detto in particolare Mancini «il riferimento politico di Mussari era Ceccuzzi», l’ex sindaco di Siena, che «a sua volta, può essere inquadrato nell’area dalemiana dei Ds. Posso dire altresì che Mussari aveva un rapporto cordiale anche con Veltroni, quando questi divenne segretario del Pd». Per il centrodestra, Mancini ha spiegato che «il punto di riferimento di Mussari nel Pdl era l’onorevole Verdini» ma l’ex numero uno di Rocca Salimbeni aveva dei rapporti anche con Gianni Letta. Un intreccio di relazioni da cui non sarebbero emerse ipotesi di reato ma che i magistrati senesi vogliono approfondire.

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