La moglie di David Rossi contro l’archiviazione del caso

Mps, udienza Alexandria aggiornata al 3 ottobre

di Redazione - - Cronaca

Processo Mps aggiornato al 3 ottobre

Processo Mps aggiornato al 3 ottobre

SIENA – E’ durata due ore la prima udienza del processo che vede imputati l’ex presidente di Mps Giuseppe Mussari, l’ex direttore generale Antonio Vigni, l’ex capo dell’area finanza Gianluca Baldassarri per il reato di ostacolo alle funzioni dell’autorità di vigilanza in relazione al contratto per la ristrutturazione di Alexandria stipulato da Rocca Salimbeni con Nomura.

Il contratto, secondo i Pm, sarebbe stato nascosto nella cassaforte di Antonio Vigni. Il presidente del collegio giudicante Leonardo Grassi ha aggiornato l’udienza al prossimo 3 ottobre per dare tempo a tutte le parti di esaminare le richieste di costituzione parte civile. A chiedere la costituzione sono stati Banca Mps, Banca d’Italia, le associazioni dei consumatori Adusbef, Codacons, Confcosumatori e circa 200 tra risparmiatori e piccoli azionisti. Mps ha chiesto di potersi costituire come parte civile nei confronti dell’ex capo dell’area Finanza Baldassarri perché l’istituto ha subito «un danno reputazionale oltremodo significativo». La costituzione di parte  civile non è stata richiesta nei confronti dell’ex presidente Giuseppe Mussari e dell’ex Dg Antonio Vigni perché con loro è aperto un contenzioso civile di fronte al Tribunale delle imprese di Firenze e le due cose sarebbero state non compatibili.

In aula era presente il solo Baldassarri, ancora agli arresti domiciliari. Mussari e Vigni, assicurano i loro avvocati, saranno però presenti quando il processo entrerà nel vivo. Quando riprenderà il processo il 3 ottobre scadranno i termini per la presentazione delle richieste di rinvio a giudizio per l’inchiesta su Antonveneta, chiusa prima della pausa estiva. E’ probabile che i Pm depositino le richieste  all’inizio della prossima settimana. Nell’ambito di quel fascicolo c’è un nuovo indagato: Michele Alberto Crisostomo, un avvocato consulente di Mps, iscritto nel registro degli indagati con l’ipotesi di reato di ostacolo alle funzioni dell’autorità di vigilanza. Crisostomo, che aveva il compito di elaborare e redigere i contratti relativi all’operazione di rafforzamento patrimoniale necessaria per l’acquisizione, secondo i Pm Aldo Natalini, Antonino Nastasi e Giuseppe Grosso, avrebbe indotto in errore il collegio sindacale di banca Mps, sottoposto per legge alle autorità di vigilanza. In particolare, Crisostomo, a parere dei magistrati, avrebbe nascosto al collegio sindacale l’esistenza di una indemnity rilasciata a JP Morgan e di un addendo contrattuale fra quest’ultima e Mps.

Nel frattempo la famiglia di David Rossi ha presentato opposizione alla richiesta di archiviazione dell’inchiesta sulla morte del manager di Mps formulata dai Pm. I magistrati senesi, infatti, hanno chiesto l’archiviazione del fascicolo (aperto per istigazione al suicidio per poter svolgere accertamenti) ritenendo che si sia trattato di un suicidio. David Rossi, capo della Comunicazione di Mps, si era tolto la vita la sera del 6 marzo scorso lanciandosi dalla finestra del suo ufficio a Rocca Salimbeni.

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