Fino ad un quinto in meno delle spese per il funzionamento

Toscana, risparmio di 200 milioni se si passa da 287 a 51 comuni

di Massimiliano Mantiloni - - Politica

Le fusioni dei comuni comportano un netto risparmio per la Regione

Le fusioni dei comuni comportano un netto risparmio per la Regione

FIRENZE – Con le fusioni di Comuni in Toscana si potrebbero risparmiare da 150 a 200 milioni di euro l’anno: fino ad un quinto delle spese di funzionamento, dirottando quelle risorse su nuovi servizi per cittadini e imprese. I numeri li dà l’Irpet, l’istituto di programmazione economica della Regione Toscana, che alla Camera di Commercio di Grosseto ha presentato uno studio sulle dimensioni dei governi locali e su come queste influiscano sui costi e l’offerta dei servizi. L’occasione è stata un seminario promosso dalla Commissione affari istituzionali del Consiglio regionale.

La dimensione ottimale di un Comune non dovrebbe mai scendere sotto i 20-30 mila abitanti. La Toscana conta meno comuni di molte altre regioni d’Italia. Per risparmiare da 150 a 200 milioni l’anno sui cosiddetti costi espliciti, che solo in parte riguardano la politica e molto di più hanno a che fare con l’organizzazione degli uffici e la burocrazia si dovrebbero però creare comuni molto più grandi degli attuali: secondo le simulazioni dell’Irpet da 51 a 34 al posto di 287, che dopo i referendum che ci sono stati dalla primavera alla scorsa settimana e in cui hanno prevalso i sì si ridurranno comunque dal 2014 a 279.

Si tratta dei costi legati allo sviluppo a cui si rinuncia quando il Comune è troppo piccolo o non ha competenze adeguate, quando la sua capacità di agire è poca cosa, quando i tempi si allungano perché per andare avanti è necessario l’accordo di altri Comuni o di altri enti. Ad unirsi ci si guadagna sempre, anche solo dalla fusione di due comuni, magari non da subito ma in prospettiva. Al netto degli incentivi regionali e statali su cui chi si unisce può contare per almeno cinque o dieci anni. Comuni: fusione; Bugli, soldi subito a chi decide di farla

«La giunta ha deciso di inserire nella prossima legge finanziaria una modifica alla  legge regionale 68 del 2011 che concedeva contributi proprio ai Comuni che decidono di fondersi –ha detto l’assessore regionale Vittorio BugliDobbiamo fare in modo che i comuni che si sono fusi non dovranno più attendere l’anno successivo all’elezione dei nuovi sindaci, dei nuovi consigli comunali e delle nuove giunte. I soldi arriveranno in cassa l’anno stesso». Ogni Comune che si fonde può contare oggi in Toscana su 250 mila euro l’anno, per cinque anni, di maggiori contributi regionali, fino ad un massimo di un milione di euro per fusione.

Tag:, , , ,

Massimiliano Mantiloni

Massimiliano Mantiloni

Giornalista
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: