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Anziani più lavoratori e meno nonni

Anziani: più ricchi, lavoratori, meno nonni

Anziani più lavoratori e meno nonni
Anziani più lavoratori e meno nonni

FIRENZE – Fanno sempre meno i nonni, ma aiutano economicamente figli e nipoti, lavorano dopo i 55 anni anche perché gli imprenditori li preferiscono ai giovani, si tengono in forma e fanno volontariato. Sono gli anziani fotografati da una ricerca del Censis per l’Associazione seniores d’azienda.

Se nel 2015 il numero degli over 65 anni coinciderà con quello dei giovani tra i 15 e i 34 anni, ossia circa 12 milioni e mezzo di persone, è anche perché gli anziani dedicano più attenzione alla loro salute. Rispetto al 2002 sono raddoppiati quelli che si tengono in forma camminando o facendo sport (53,9%), che prestano attenzione alla qualità biologica del cibo (31,5%) e alla dieta quotidiana (23,2%).

La cura di sé non esclude l’attenzione agli altri: nel 2012 il 7% degli over 65 ha svolto un’attività gratuita di volontariato, con un incremento del 24,2% in cinque anni. Un vitalismo che si nota soprattutto in ambito lavorativo: dal 2007 al 2012, mentre il numero degli occupati tra i 15 e o 34 anni è crollato, i lavoratori con più di 55 anni sono aumentati da 2 milioni 766 mila a 3 milioni 445 mila (+24,5%). Il 68,8% dei titolari di grandi aziende preferisce gli anziani rispetto ai giovani quando si tratta di competenze gestionali e organizzative, del riconoscimento nei valori aziendali (58,8%), delle competenze specialistiche (51,5%), della capacità di leadership (52,1%).

Cala la percentuale di nonni che si occupano direttamente dei nipoti, scesa dal 35,8% del 2007 al 22,5%, mentre aumenta dal 31,9% del 2004 al 47,9% quella di over 60 che contribuiscono economicamente alla vita dei figli. E sono per lo più anziane le famiglie più ricche: se all’inizio degli anni ’90 i nuclei con capofamiglia sotto i 35 anni detenevano il 17,1% della ricchezza totale delle famiglie, negli ultimi vent’anni la loro quota è scesa al 5,2%. Nel frattempo è aumentata la quota di ricchezza delle famiglie guidate da un ultrasessantacinquenne, passata dal 19,2% al 32,7%. E di conseguenza è aumentata la quota di 15-34enni single che vivono con i genitori, arrivata al 61%.

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