Il magistrato si dimette dal sindacato progressista delle toghe

Caselli contro Magistratura democratica

di Paolo Padoin - - Cronaca, Lente d'Ingrandimento

Giancarlo-Caselli

Giancarlo Caselli

Giancarlo Caselli, Procuratore della repubblica di Torino, ha presentato, nello scorso mese d’ ottobre, le sue dimissioni da Magistratura Democratica, di cui è stato uno dei fondatori. Il magistrato non ha digerito affatto che «Agemda 2014», il sito della corrente progressista delle toghe, abbia ospitato uno scritto di Erri De Luca. A provocare l’indignazione del magistrato sarebbe stata la ricostruzione degli anni di piombo fatta da De Luca. Per Caselli, che ha combattuto in prima linea contro il terrorismo, quegli anni hanno significato lutti e sofferenze indicibili. E Magistratura Democratica, dunque, non avrebbe mai dovuto ospitare un testo di quel genere.

Il brano di Erri De Luca s’intitola «notizie su Euridice». Eccone una sintesi. «Ho conosciuto e fatto parte di una generazione politica appassionata di giustizia, perciò innamorata di lei al punto di imbracciare le armi per ottenerla» scrive tra l’altro De Luca. «Conoscemmo le prigioni e le condanne sommarie costruite sopra reati associativi che non avevano bisogno di accertare responsabilità individuali», sottolinea in un altro passaggio.E poi ancora: «si consumò una guerra civile di bassa intensità ma con migliaia di detenuti politici. Una parte di noi si specializzò in agguati e in clandestinità. Ci furono azioni micidiali e clamorose ma senza futuro». Md cerca di prendere le distanze da queste frasi, affermando «la condanna e il rifiuto deciso, unanime, incondizionato, di ogni forma di violenza, qualunque ne sia la motivazione». E aggiunge: «dopo aver ricevuto e letto questo contributo, è stata forte la tentazione di non pubblicarlo, perchè alcuni passaggi si prestano a interpretazioni ambigue, che non vogliamo in alcun modo avallare. Ma, per imitarne la conclusione, povero è il gruppo che censura uno scritto così bello, anche se altrettanto controverso, e così eccolo qua».

Md si duole della decisione di Caselli e non comprende il motivo per il quale il giudice istruttore dell’inchiesta al gruppo storico sulle Brigate Rosse, il procuratore di Palermo del dopo Falcone e Borsellino e dei grandi processi di mafia, il procuratore che combatte gli atti violenti e illegali dei no-Tav si dissocia dalla sua corrente. I commenti dei colleghi e di gran parte del mondo politico dimostrano invece di comprendere e sostenere la posizione della toga torinese. Gerardo D’Ambrosio ha affermato, disapprovando la scelta di Md: «Scegliere di pubblicare quello scritto è stata una forzatura e un grave errore, una mancanza di conoscenza di quegli anni assai grave».

Ho conosciuto personalmente, a Torino, Giancarlo Caselli e mi schiero senza alcuna esitazione dalla sua parte. Una corrente di giudici che si dice democratica non può ospitare – per di più senza prenderne nettamente le distanze – le affermazioni controverse di chi, anche se in tempi lontani, fece parte di movimenti che hanno attentato alla democrazia e hanno causato tanti lutti, e non ha mai voluto rinnegare quel passato.

 

 

 

 

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Paolo Padoin

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già Prefetto di Firenze
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