Renzi «ammonisce» il governo: la pazienza è finita

FIRENZE – Aspettando l’8 dicembre, per conoscere il nome del nuovo segretario del Pd, Matteo Renzi parla da leader. «Ho fatto il bravo, la pazienza è finita», ha detto ieri. Il governo di Enrico Letta è l’obiettivo dichiarato. Se Renzi sarà segretario, toccherà al Pd dettare l’agenda, come ha tenuto a precisare più volte il sindaco di Firenze. «Se vinciamo noi e il governo non fa quello che diciamo, finish!», ha chiarito. E il primo punto in scaletta è la legge elettorale.

I SONDAGGI, RENZI RISALE – La vittoria di Renzi alle primarie dell’Immacolata è data per certa. Secondo Quorum, in un sondaggio per il quotidiano «Europa», il sindaco torna superfavorito con il 70 per cento, Cuperlo tiene il 17.4 e Civati il 12.6. Difficile dire se la percentuale del vincitore sarà così alta. Di solito il risultato finale non si discosta molto dall’esito della consultazione fra gli iscritti. Ciò significa che, con circa 300mila tesserati che hanno votato nei territori, si arriverebbe a 1,5 o due milioni al massimo di votanti. Parte la caccia all’elettore.

NUOVO TOUR, NIENTE CAMPER – La strategia elettorale di Renzi passa ancora una volta per un tour. È iniziato ieri, durerà due settimane e toccherà quasi tutte le regioni. Ma non manca l’apporto «social», di Internet.  A Firenze si sono riuniti una cinquantina di sostenitori di Renzi molto influenti sui social network, chiamati dall’agenzia Proforma che cura la campagna dell’ex rottamatore. L’inizitiva, è stato riferito, non è partita dal sindaco che li ha comunque ricevuti e salutati in palazzo Vecchio.

VERSO UNA NUOVA LEGGE ELETTORALE? – La partita si sposta sui contenuti del programma. Renzi l’ha annunciata, siamo in attesa di conoscere la sua proposta per la nuova legge elettorale, che dovrebbe arrivare prima dell’8 dicembre. Sembra che il modello scelto sia quello del vecchio «mattarellum», cioè un sistema elettorale misto a prevalenza maggioritario. Seppur corretto per assicurare governabilità.

Ma quale sarà la maggioranza che porterà la riforma alla Camera? Se si puntasse allo schieramento che regge il governo, difficilmente si potrebbe andare oltre un proporzionale a doppio turno, Se invece si cercasse un asse in parlamento con altre forze, come Sel o il Movimento 5 Stelle, si rischierebbe la tenuta del governo. Ma Renzi è stato chiaro: «Se votate per me l’8 dicembre, il Pd dice con forza al governo che sulle riforme elettorali e istituzionali si smette di prendere in giro i cittadini e in un tempo limitato si portano a casa i risultati».

 

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