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Luca Trevisani e Alessandro Biggio; 2013 (part.), gesso, banane, corda, dimensioni variabili, 2013

Museo Marini, le braccia e i pensieri

Luca Trevisani e Alessandro Biggio; 2013 (part.), gesso, banane, corda, dimensioni variabili, 2013
Luca Trevisani e Alessandro Biggio; 2013 (part.), gesso, banane, corda, dimensioni variabili, 2013

FIRENZE – Fino al 4 gennaio 2014 è ospitato al Museo Marino Marini di Firenze un progetto in due tappe dell’artista cagliaritano Alessandro Biggio. Si chiama Braccia. La sua prima tappa è stata al Museo MAN di Nuoro. Nel progetto di Biggio l’ideazione e la realizzazione di 9 lavori con una modalità tutta particolare.

Alessandro Biggio ha chiesto ad alcuni artisti, da lui selezionati per affinità e vicinanza con il suo lavoro, di ideare un progetto che lui avrebbe poi realizzato, partendo da alcune informazioni generali poi ampliate grazie a contatti successivi. Le opere, realizzate da Alessandro Biggio lontano da coloro che le avevano progettate, sono il frutto di una prima idezione da parte di 9 artisti: Alexandra Bircken, Michael Höpfner, Luca Francesconi, J.Parker Valentine, Ian Pedigo, Luca Trevisani, Diego Perrone, Esther Kläes, Luca Monasterelli.

Le opere, in sintesi, sono il risultato del lavoro eseguito da un artista su progetto di un altro, senza che vi sia mai stata la partecipazione effettiva, materiale, dell’autore intellettuale. Ecco Braccia. Le braccia di Alessandro Biggio che si fanno esecutrici del pensiero di altri e, che, nel creare l’opera, nel mettere in atto le indicazioni di altri diviene, esso stesso, parte integrante di quel lavoro.

Così ogni opera riporta due nomi, l’autore intelletttuale e quello materiale: entrambi autori, entrambi artefici del lavoro. Ne scaturisce inevitabile una riflessione su l’autorialità dell’opera d’arte.Chi è l’autore dell’opera? Colui che la pensa? Colui che la realizza? L’opera è al centro del processo creativo o il pensiero dell’autore/artista? Resta il progetto di Alessandro Biggio vera opera, generatrice e moltiplicatrice di domande, traghettatore di pensieri e realtà. L’arte esprime la realtà, con le sue inquietudini, i suoi controsensi, le sue molte possibilità. Esprime anche i dubbi, le incertezze, le ambiguità, gli isolamenti, gli incontri.

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