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Il carcere fiorentino di Sollicciano

Betori: «Il sovraffollamento delle carceri è una barbarie»

Cardinale Giuseppe Betori
Cardinale Giuseppe Betori

FIRENZE – «Il sovraffollamento delle carceri e la loro organizzazione rende crudeli e barbare le pene inflitte ai detenuti, che il carcere dovrebbe non annientare nella loro umanità ma al contrario redimere per un reinserimento positivo nella società».  Lo ha detto oggi 1° gennaio il Cardinale Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze, durante l’omelia nella messa per la Giornata della Pace nella Cattedrale di Santa Maria del Fiore.

Betori ha fatto riferimento alla sua recente visita prima di Natale presso il carcere di Sollicciano a Firenze, dove ha officiato una messa con le persone detenute e ha ricevuto da loro una lettera di cui oggi ha citato alcuni passaggi.  «Ogni giorno – scrivono a Betori – è una lotta per restare umani, per non perdere noi stessi e la nostra dignità, quando le necessità sono quelle primarie: cibo, acqua calda, igiene, il semplice spazio vitale, il contatto con gli affetti».

«Siamo gli ultimi degli ultimi – dicono le persone detenute –  e il carcere funziona come una discarica, dove nascondere i problemi sociali. […] Signor Vescovo, oggi chiediamo a lei di farsi interprete della nostra voce soffocata, di dare lei voce alla nostra “ri-nascita” che per noi significa il superamento della non-vita per non-persone che siamo costretti a subire».

La replica di Betori è echeggiata stasera dall’altare di Santa Maria del Fiore: «Rispondo senza esitare a questo appello e faccio mie le parole di denuncia e di volontà di riscatto che i detenuti di Sollicciano mi hanno affidato. Possa la mia voce farle risuonare con maggior forza nella coscienza di quanti possono e debbono provvedere. Troppe promesse sono purtroppo annegate nel nulla. Non questa volta, per favore!». 

 

Scarica qui il testo integrale dell’omelia del cardinale Betori per la Giornata mondiale della pace

 


Sandro Addario

Giornalista

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