Le prime nomine di Francesco

Concistoro, perché il Papa ha scelto due cardinali toscani

di Il Centurione - - Cronaca, Lente d'Ingrandimento

Piazza San Pietro

Piazza San Pietro

La creazione di nuovi cardinali, annunciata dal Papa all’Angelus domenicale e che avverrà nel Concistoro del 22 febbraio, ha confermato che dalle parti del Cupolone fiorentino soffia un vento di novità accolto con  ostentato compiacimento da molti, anche non appartenenti alla Chiesa cattolica o non credenti. Pure la Toscana, può considerarsi, per così dire, premiata dalle nomine del Papa, che attribuisce la porpora proprio ai monsignori Lorenzo Baldisseri  e Gualtiero Bassetti.

BALDISSERI – Per quanto riguarda Baldisseri, nativo di Barga ed autorevole diplomatico, la notizia era abbastanza prevedibile fin dalla conclusione dell’ultimo Conclave quando egli stesso, Segretario del Collegio cardinalizio, si vide porre sulla testa dal Pontefice appena eletto lo zucchetto rosso  con l’ esclamazione «ora lei è mezzo cardinale».

BASSETTI – La nomina di Bassetti, nativo di Marradi ed ora arcivescovo di Perugia e Città della Pieve, sebbene da qualche settimana anticipata dagli organi di informazione, suscita  comunque una qualche, pur gradita, sorpresa. È la dimostrazione che Francesco agisce con criteri molto diversi dai suoi più recenti predecessori. Dal capoluogo umbro l’ultimo a conseguire direttamente il rango di cardinale fu monsignor Pecci, poi Papa Leone XIII°, grande promotore della dottrina sociale della Chiesa. Poi per le categorie vaticane quella sede deve aver perso importanza. Del resto una delle ricorrenze tuttora più sentite a Perugia è quella che si celebra il 20 settembre, a ricordo della dura repressione che gli insorti risorgimentali subirono nel 1859 dalle truppe pontificie.

Monsignor Lorenzo Baldisseri e monsignbor Gualtiero Bassetti

Monsignor Lorenzo Baldisseri e monsignbor Gualtiero Bassetti

UMBRIA LAICIZZATA – In un quadro di forte secolarizzazione del panorama italiano, l’Umbria vive oggi ancor di più un’ evidente contraddizione tra il suo essere stata insigne terra di Santi e la sua progressiva laicizzazione di cui i suoi attuali equilibri politici sono soltanto uno degli aspetti, per quanto tra i più significativi. In questa prospettiva, in un Concistoro che vedrà finalmente premiati ambiti periferici in quanto rappresentativi di ultimi e lontani, la valorizzazione di quest’unica realtà italiana calza a pennello. Ed un’analoga riflessione può aver rilievo anche per la Toscana.

IL VERTICE DELLA CEI – Nella scelta di monsignor Bassetti ha comunque sicuramente avuto influenza il carattere dell’ uomo, la sapientia cordis del quale si è imposta ovunque egli abbia svolto il suo magistero. E’ persona che sa coniugare mitezza e fermezza, così da conquistare le anime come ha dimostrato da semplice sacerdote, da rettore dei due seminari fiorentini, da vescovo prima di Massa Marittima e poi di Arezzo. Come pure infine nell’attuale collocazione perugina e nell’incarico di vicepresidente della Conferenza episcopale italiana, della quale sembra ormai predestinato alla massima carica. In un frangente in cui da più parti si cerca di piegare le scelte di questo Papa alle proprie impostazioni culturali, non è superfluo sottolineare  la solidità dottrinale di monsignor Bassetti, che sempre si è mostrato interprete ortodosso del catechismo cattolico.

CHIESA FIORENTINA – Un pastore dunque nella più nobile accezione cristiana. Una figura che, dopo il mandato del Cardinale Antonelli, si sarebbe con ogni probabilità  attagliata alle aspettative di alcuni appartenenti alla Chiesa fiorentina che, con una lettera destinata ad un certo clamore,  preconizzarono la nomina ad Arcivescovo della città proprio di un pastore,  del quale si avvertiva la necessità piuttosto che di un «funzionario». Mentre Bassetti veniva dirottato su Perugia, a Firenze giungeva l’umbro monsignor Giuseppe Betori. La sua cristallina ed equilibrata missione, a dispetto di ogni insinuante ed interessato pessimismo, costituisce un patrimonio assai prezioso per il popolo di Firenze. Sembrerebbe che la Chiesa, specie quando sceglie, abbia un Alleato di un certo peso e qualche santo in paradiso.

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