Il «suo» Parrini candidato unico alla segreteria Pd in Toscana

A Renzi piace vincere facile

di Sandro Bennucci - - il Blog di Sandro Bennucci, Lente d'Ingrandimento, Politica

Dario Parrini

Dario Parrini

 

L’accordo con Berlusconi non lo ha scalfito. Matteo Renzi vince senza nemmeno giocare la partita anche nella Toscana del nocciolo duro ex comunista, dov’era forte la schiera dei bersaniani e dove Cuperlo, pur perdendo la corsa nazionale, ha conquistato alcune province.

Succede infatti che Dario Parrini, ex sindaco di Vinci e ora deputato vicinissimo a Matteo,  sia l’unico pretendente alla poltrona di segretario regionale del Pd.

La presentazione delle candidature si è chiusa alle 20 di sabato 25 gennaio e un solo nome è stato depositato: quello di Parrini, sostenuto non solo dalle firme necessarie, ma anche da tutti i dirigenti.  Un plebiscito. Che renderà superfluo – o lo trasformerà in un trionfo del segretario nazionale e del suo delfino toscano – il percorso congressuale che prevede comunque assemblee comunali dal 27 gennaio al 12 febbraio e la mozione finale il 16, al posto delle primarie che si sarebbero dovute svolgere quella domenica fra più candidati.

Vi chiederete: quanto vale la poltrona di segretario regionale? Risposta: molto. Perché toccherà a lui, per esempio, indire le primarie per i candidati da presentare alle elezioni politiche e a quelle per la Regione. Dove potrebbe esserci qualcosa di più: cioè il listino con nomi scelti direttamente dalla segreteria. Quindi non eletti, ma in pratica nominati.

Perché solo Parrini in lizza? Si sono arresi tutti allo strapotere di Matteo, compresi quei consiglieri regionali piddini che si rifiutarono, un anno fa, di indicarlo come grande elettore toscano del presidente della Repubblica? No, la chiave di lettura è un’altra: Renzi ha saputo «normalizzare» il partito anche in Toscana, nonostante i mal di pancia per l’accordo con Berlusconi, firmato nella sede del Pd, santuario della sinistra.

La spia di questo? Il vertice semisegreto con il governatore, Enrico Rossi, bersaniano e cuperliano, alcune settimane fa. A quanto pare (e non ci sono state smentite), Renzi avrebbe garantito a Rossi la ricandidatura, senza primarie, per la presidenza della Regione  per il quinquennio 2015-2020. Da parte sua, il governatore si sarebbe impegnato a non provocare ostacoli a Renzi, né a Roma, nè in Toscana, soprattutto in vista dell’elezione del segretario regionale. La conferma, sia pure indiretta, dell’intesa è arrivata puntualmente alle 20 di sabato 25 gennaio: nessuno contro il renziano  Dario Parrini. Che può brindare alla conquista della poltrona con un ventina di giorni d’anticipo.

 

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Sandro Bennucci

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