Rinnovati gli incarichi a Gaia Checcucci e Raffaello Nardi

Arno e Serchio, il governo conferma i segretari di bacino

L'Arno è sempre una minaccia
L'Arno è sempre una minaccia
L’Arno è sempre una minaccia

FIRENZE –  Arno e Serchio non sono rimasti orfani. Almeno per ora. I segretari uscenti delle due autorità di bacino, Gaia Checcucci e Raffaello Nardi, sono stati confermati dal comitato istituzionale, presieduto dal ministro dell’ambiente, Andrea Orlando. Il rischio che i due più importanti fiumi della Toscana  non siano abbandonati a se stessi non è tuttavia scomparso, perché c’è un collegato alla legge di stabilità che prevede la nascita dei “mega-distretti”, cioè grandi enti dove Arno e Serchio finiranno con i fiumi liguri, emiliani umbi e marchigiani. Ma intanto, come aveva auspicato “FirenzePost”, la Checcucci e Nardi hanno la possibilità di proseguire il loro lavoro e portare avanti le opere già finanziate: in particolare, per quanto riguarda l’Arno, le casse d’espansione a monte e a valle di Firenze.

Gaia Checcucci
Gaia Checcucci

MINACCIA -E’ chiaro che il problema di fondo è lontano dall’essere risolto. A quasi 48 anni dalla grande alluvione, l’Arno continua a essere una minaccia concreta per Firenze e due terzi della Toscana. In caso d’alluvione i danni sarebbero ben superiori al costo di una legge finanziaria: parlare di 20-30 miliardi di euro non è un azzardo anche secondo i più illustri esperti d’ingegneria idraulica del nostro Paese. Il recente disastro provocato dal Secchia in provincia di Modena deve ricordare che l’Arno è capace di provocare guai molto peggiori, anche perché attraversa Firenze e Pisa, ossia due fra le città-vetrina più preziose e fragili d’Italia.

Raffaello_Nardi
Raffaello_Nardi

SOLUZIONE -Che fare? Non sarebbe male se il premier Letta, anche su consiglio di Matteo Renzi, che fra gli altri incarichi è anche sindaco di Firenze, decidesse di non far partire “distrettini” o “distrettoni” ma lasciasse al lavoro, senza termini di scadenza, i segretari delle autorità di bacino incaricandoli, d’intesa con la Regione Toscana, di mettere in atto un piano di sicurezza veramente efficace per far dormire sonni tranquilli ai fiorentini, ai toscani e ai custodi del patrimonio d’arte e cultura. Magari rinunciando  buttare soldi in iniziative d’avanspettacolo come l’acquisto di argini gonfiabili, buoni per qualche torrente campestre, ma del tutto inutili per le spallette dell’Arno. Come sa bene chi vide con i propri occhi, e con il cuore gonfio di paura, l’alluvione del 1966.

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Sandro Bennucci

Direttore del Firenze Post
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