L'onda di piena sta minacciando due terzi della Toscana

Arno, rischio di tracimazione a Pisa, paura a Firenze

Arno in piena a Pisa
Arno in piena a Pisa
Arno in piena a Pisa

FIRENZE – Momenti di paura per l’Arno. L’onda di piena sta minacciando due terzi della Toscana. Tutti gli affluenti  sono vicini, o hanno già superato il livello di guardia. A Firenze è previsto un nuovo picco di piena per il pomeriggio, intorno, alle 16, che però non dovrebbe provocare tracimazioni. Più preoccupante, invece, la situazione  a Pisa dov’è attesa  un’onda di piena da 2.600 metri cubi al secondo, ossia  ben superiore a quella che (2.200 metri cubi/secondo) del ’92  che provocò danni notevoli a Santa Croce e all’intera zona del Cuoio. La città è stata messa in stato d’allerta. Dalle 6 di stamani  hanno a aperto lo Scolmatore di Pontedera, cioè il canale che dovrebbe deviare la piena dell’Arno verso  il Calambrone mettendo al sicuro la città. Ma lo Scolmatore, nonostante le ripetute denunce, è in stato  di grande abbandono: riesce a smaltire appena 500 metri cubi d’acqua al secondo, mentre il Pai (Piano d’assetto idrogeologico che ha fatto da riferimento  anche per le nuove costruzioni, tipo l’insediamento dell’Ikea) prevede che abbia una capacità di 1.400 metri cubi al secondo.  Ci sarebbe un progetto per portarlo  a 900 metri cubi, ma è tutt’ora fermo.  Il mare comunque sta ricevendo anche se ci sono primi allagamenti in golena a Zambra.

L'Arno stamani agli Uffizi alle 10.30
L’Arno stamani agli Uffizi alle 10.30

Le prefetture di Firenze e Pisa stanno facendo riunioni con gli amministratori comunali e con i dirigenti dell’autorità di bacino dell’Arno, guidata da Gaia Checcucci, confermata nell’incarico dal governo proprio ieri l’altro dopo un’inutile tiramolla che ha fatto solo perdere tempo. “FirenzePost” aveva titolato: “Non lasciatre che l’Arno e il Serchio restino orfani”. Il problema è il solito:  governo e regioni si accorgono del problema solo quando scatta l’allarme. La parola per i politici, gli amministratori e i burocrati non è quasi mai accompagnata da azioni concrete.

A Pisa il Centro Coordinamento Soccorsi, riunito stanotte in prefettura, ha disposto

• il montaggio dei «panconcelli» per prevenire rischi per la popolazione;
• la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado nel territorio del Comune di Pisa;
• l’allerta delle aree di ricovero per la popolazione;
• la predisposizione delle risorse per la chiusura totale degli accessi alla città;

Il Prefetto della provincia di Pisa, Francesco Tagliente, ha disposto stamani la chiusura degli uffici pubblici del Comune di Pisa fino a cessate esigenze della giornata odierna, con eccezione di quelli preposti alle attività di ordine e sicurezza pubblica, di protezione civile, della sanità, del soccorso, dei trasporti e della mobilità, di quelli addetti alle società di erogazione di servizi nonché a tutte le altre attività di supporto alla sicurezza e al soccorso.

In previsione di un possibile innalzamento del livello del fiume Arno tutti i residenti degli immobili che si affacciano sui Lungarni a non stazionare nei piani bassi. Le autovetture parcheggiate sui lungarni possono essere collocate sui parcheggi del litorale.

 

alluvione 1966, arno


Sandro Bennucci

Direttore del Firenze Post
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Commento

  • sono passati 48 anni, ma la situazione non è cambiata: del resto agli pseudo-amministratori toscani il rischio piace, dà un certo brivido di piacere (naturalmente se il rischio lo corrono i cittadini)

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