Arrivò tra i primi sul luogo della strage di via de' Georgofili

Morto Mario Iovine ex prefetto di Firenze

di Paolo Padoin - - Cronaca

Mario Iovine

Mario Iovine

FIRENZE – È morto a Bologna Mario Iovine, che fu tra l’altro prefetto di Palermo e Firenze. Aveva 85 anni. Dopo aver diretto le questure di Padova, Forlì e Venezia, Iovine era stato questore di Palermo fino al 1985, quindi questore di Roma. Il primo marzo ’89 fu nominato prefetto di Palermo. È stato poi prefetto di Firenze dal 31 luglio 1992 al 27 gennaio 1994; era infatti in carica  nella nostra città, quando avvenne la strage di via dei Georgofili.

Iovine ha svolto quasi tutta la carriera in polizia, conseguendo risultati molto brillanti. Era un abile investigatore e ha tra l’altro ottenuto attestati di merito speciale, di cui uno nel 1958 per le indagini che condussero all’arresto dei responsabili della rapina di via Osoppo a Milano, e numerosi encomi per operazioni contro la criminalità organizzata e il terrorismo. Il 31 maggio 1985 fu promosso dirigente generale di polizia dall’allora ministro degli Interni, Oscar Luigi Scalfaro. Successivamente nominato prefetto ha diretto, come detto, le sedi di Palermo e Firenze.

A Palermo gestì i momenti delicati e tragici delle stragi di Capaci e di Via d’Amelio, l’uccisione di Falcone e Borsellino. Quando gli comunicarono la destinazione a Firenze, subito dopo questi episodi, commentò: «Sono a posto con la mia coscienza, l’unica alla quale rispondo, oltre al governo», ma non riuscì a nascondere la sua amarezza: «Debbo dire con franchezza di essere dispiaciuto, ma sono un funzionario abituato ad obbedire». A Firenze affrontò, oltre alla strage di Via dei Georgofili, anche altre emergenze, la siccità del settembre 1993, l’emergenza nomadi dello stesso periodo. Lo ricordo come un uomo cordiale e simpatico, Quando giunse a Firenze mi disse, con molta onestà: «Lei è il viceprefetto vicario e si occuperà di tutte le questioni amministrative, io sono il prefetto e intendo occuparmi soprattutto di sicurezza». Al momento dell’attentato di via dei Georgofili mantenne i contatti con tutte le autorità centrali e con la magistratura, e in quell’occasione fece tesoro delle sue pregresse esperienze.

Era appassionato di musica, suonava bene il pianoforte e cantava. Sono rimaste famose le serate in prefettura allietate dalla buona musica e da moltissimi amici che lo raggiungevano anche da Roma e da Palermo, sue sedi precedenti . Era persona di buon senso ed estremamente simpatico, ho di lui un ottimo ricordo. Quando fui nominato prefetto, oltre a farmi i rallegramenti, ragionò ad alta voce: «ma come, così presto, Lei ha poco più di quarant’anni!». E con Mario Iovine è un altro pezzo di storia di Firenze che se ne va.

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Paolo Padoin

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già Prefetto di Firenze
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