«Operette morali», va in scena a Firenze un inedito Leopardi

Operette morali
Operette morali

FIRENZE – Arriva anche a Firenze lo spettacolo teatrale che Mario Martone ha tratto dalle «Operette morali» di Leopardi e che sta girando da tempo con gran successo (Premio Ubu per il teatro 2011; Premio La Ginestra 2011 per la miglior regia; Premio dello spettatore 2012 Teatri di Vita di Bologna).

Lo spettacolo sarà in scena da martedì  25 febbraio a domenica  2 marzo 2014.

«Operette morali» è frutto dell’adattamento, compiuto da Martone insieme a Ippolita di Majo, di sedici quadri tratti dall’opera che Leopardi scrisse tra il 1824 e il 1832. Era in anticipo sui suoi tempi, Leopardi: quasi duecento anni dopo risulta ancora ironico, arguto, sorprendentemente contemporaneo. Martone, buon conoscitore dell’Ottocento (dopo il fortunato «Noi credevamo», è attualmente al montaggio di un film biografico proprio su Leopradi), se n’è pienamente reso conto e spiega: «Oggi è l’alba di Leopardi, soltanto ora ricomincia a parlarci. E ci parla di questioni fondamentali della vita: il rapporto con la natura e con la scienza, la ricerca della felicità e il valore delle illusioni. È un artista profetico, come Pasolini, e per questo entrambi continuano ad affascinare le nuove generazioni: hanno il coraggio di mettersi in gioco in ogni frase».

I temi più profondi del poeta arrivano sulla scena con un po’ d’ammodernamento linguistico e una struttura più simile a quella della commedia che a quella del teatro classico. Sullo sfondo di una scenografia immaginata da Mimmo Paladino come una proiezione onirica in continua trasformazione, i nove attori che interpretano quaranta ruoli danno voce e volto a quei dialoghi che svelano la loro natura teatrale. L’allestimento è della  Fondazione del Teatro Stabile di Torino; la musica per il «Coro di morti» porta la firma del compositore Giorgio Battistelli; le sonorità sono elaborate da Hubert Westkemper e le luci sono di Pasquale Mari.

Nelle «Operette morali» Leopardi analizza in profondità il rapporto dell’uomo con la storia, con i suoi simili e in particolare con la Natura; raffronta i valori del passato alla situazione decaduta del presente e osserva la potenza delle illusioni e della gloria, la ricerca della felicità e il peso dell’infelicità, la natura matrigna, la vita che è dolore e noia, indicando nella ragione l’unico mezzo per sfuggire alla disperazione. Non si può definire testo teatrale in senso classico; tuttavia è stato pensato come una commedia, in una lingua e con una struttura così vive e moderne da far saltare i riferimenti drammaturgici del secolo in cui è stato scritto per approdare a una profonda consonanza con esperienze fondamentali del teatro del Novecento.

«OPERETTE MORALI» di Giacomo Leopardi, regia Mario Martone

Fondazione del Teatro Stabile di Torino, con (in ordine alfabetico): Renato Carpentieri, Victor Capello, Roberto De Francesco, Iaia Forte, Paolo Graziosi, Giovanni Ludeno, Paolo Musio, Totò Onnis, Barbara Valmorin; scene Mimmo Paladino; costumi Ursula Patzak;  luci Pasquale Mari;  suoni Hubert Westkemper; dramaturgia Ippolita di Majo; aiuto regia Paola Rota;  scenografo collaboratore Nicolas Bovey. Musica per il Coro di morti nello studio di Federico Ruysch di Giorgio Battistelli; esecuzione Coro del Teatro di San Carlo diretto da Salvatore Caputo

prima parte:

STORIA DEL GENERE UMANO: Paolo Graziosi (Giove)

DIALOGO D’ERCOLE E DI ATLANTE: Giovanni Ludeno (Ercole), Renato Carpentieri (Atlante), Totò Onnis (Orazio)

DIALOGO DELLA TERRA E DELLA LUNA: Barbara Valmorin (la terra), Iaia Forte (la luna)

DIALOGO DI TIMANDRO E DI ELEANDRO: Paolo Musio (Timandro), Roberto De Francesco (Eleandro)

DIALOGO DI TORQUATO TASSO E DEL SUO GENIO FAMILIARE: Renato Carpentieri (Tasso), Giovanni Ludeno (il genio)

DIALOGO DELLA NATURA E DI UN ISLANDESE: Paolo Graziosi (Giove), Iaia Forte (la natura), Roberto De Francesco (l’islandese)

DIALOGO DI FEDERICO RUYSCH E DELLE SUE MUMMIE: Totò Onnis (Federico Ruysch), Paolo Musio, Renato Carpentieri, Roberto De Francesco, Iaia Forte, Paolo Graziosi, Giovanni Ludeno, Victor Capello (le mummie)

seconda parte

LA SCOMMESSA DI PROMETEO: Paolo Graziosi (Giove), Renato Carpentieri (Prometeo), Giovanni Ludeno (Momo), Totò Onnis (selvaggio), Paolo Musio (famiglio), Roberto De Francesco, Iaia Forte, Victor Capello

DIALOGO DELLA MODA E DELLA MORTE: Barbara Valmorin (la morte), Iaia Forte (la moda)

CANTICO DEL GALLO SILVESTRE: Paolo Musio

DIALOGO DI UN VENDITORE D’ALMANACCHI E DI UN PASSEGGERE: Giovanni Ludeno (venditore), Totò Onnis (passeggere)

DIALOGO DI PLOTINO E DI PORFIRIO: Paolo Graziosi (Giove), Barbara Valmorin (Porfirio), Renato Carpentieri (Plotino)

DIALOGO DI TRISTANO E DI UN AMICO: Roberto De Francesco (Tristano), Giovanni Ludeno, Paolo Musio, Totò Onnis, Iaia Forte (gli amici)

DIALOGO DI CRISTOFORO COLOMBO E DI PIETRO GUTIERREZ: Paolo Graziosi (Colombo), Renato Carpentieri (Gutierrez)

Giovedì 27 febbraio alle ore 18 la compagnia incontra il pubblico. Ingresso libero

Info: www.teatrodellapergola.com

Orario spettacoli: da martedì  25 febbraio a domenica  2 marzo 2014

dal martedì al sabato ore 20.45, domenica ore 15.45.

 

 

prosa, Teatro della Pergola

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