Fiorentina, Montella: «Va bene lo stesso, ma ora sarà un’altra storia»

Tifosi alla partita Fiorentina Esbjerg non dimenticano la partita con il Parma (foto Riccardo Sanesi)
Tifosi alla partita Fiorentina Esbjerg non dimenticano la partita con il Parma (foto Riccardo Sanesi)

FIRENZE. Vincenzo Montella è già oltre Parma. Anzi, pare aver addirittura «perdonato» Gervasoni. Commentando la designazione del direttore di gara mantovano per Milan-Juve di domenica sera come arbitro di porta, spiega che lui l’avrebbe fatto addirittura arbitrare.

PUNIZIONE. «Io non sono per punire – osserva il tecnico -, quando un mio giocatore sbaglia e proprio quando tendo a continuare a dargli fiducia». Sulla partita, poco da dire. «E’ stata una buona gara, peccato però il gol nel finale. Era comunque importante gestire le forze e far giocare anche chi gioca meno».

LA JUVE.  Negli ottavi sarà ovviamente tutta un’altra storia. La città già freme per la doppia sfida alla Juventus, che sarà affrontata addirittura tre volte in pochi giorni. «La Juve – mette le mani avanti il tecnico – è la squadra più forte in Italia, sarà una sfida molto difficile. Fosse dipeso da me, sarebbe stata l’ultima squadra cha avrei scelto. Comunque sia ce la giocheremo».

CORI. Se Montella non è voluto tornare sulle polemiche arbitrali, i tifosi l’hanno ampiamente fatto dopo lo scandalo di Parma con relativa maxi squalifica a Borja Valero. Anche se erano in pochi (meno di 14.000) soprattutto all’inizio hanno cantato eccome. Cori (ripetuti) contro il designatore Stefano Braschi, il direttore di gara del Tardini Gervasoni e anche l’Italia, intesa come federazione. Oltre a uno striscione contro l’Aia, l’associazione italiana arbitri. Anche se il grosso della contestazione è previsto per domenica sera contro la Lazio.

BORJA VALERO. Come si era ampiamente capito in questi giorni, la gente è dunque tutta con la squadra e principalmente con Borja Valero. Lo spagnolo è sempre più idolo della curva che lo acclama in continuazione e gli tributa autentiche standing ovation quando il centrocampista guadagna gli spogliatoi sia alla fine del primo che del secondo tempo. In campo, lui, sembra il solito: solita classe, bei tocchi, tanta sostanza e anche un tiro nel finale in cui rischia di segnare proprio sotto la curva.

GOMEZ. Tecnicamente parlando però, la partita ha offerto molto poco com’era prevedibile visto che la qualificazione era già in banca dall’andata. Il gesto più bello è stato sicuramente il gol su punizione di Ilicic ma l’osservato speciale era indubbiamente Mario Gomez, al ritorno tra i titolari dopo le tre panchine che hanno contrassegnato il suo riavvicinamento al campo post-infortunio.

GOL (ANNULLATO).  Il «tedescone» è ancora lontano dal top, su questo ci sono pochi dubbi. Appare legnoso,  avulso dalla manovra e anche tecnicamente un po’ involuto. Ma il gol nel sangue ce l’ha ancora. E l’importante è  indubbiamente quello. Lo dimostra al 9′ della ripresa quando prende finalmente il tempo al difensore, aggira il portiere Dubravka e deposita in rete. Il Franchi esplode ma il guardalinee Pataki lo pesca in fuorigioco (dubbio) e annulla.

90 MINUTI. Ciò che più conta, però, è che l’ex giocatore del Bayern è rimasto in campo per tutta la partita. «L’ho lasciato in campo – ha spiegato Montella – perchè speravo segnasse ma ancora non è in grado di reggere questi ritmi». Si tratta comunque del modo migliore per riprendere confidenza con il ritmo gara che ancora, fatalmente, gli manca. Poi, magari, domenica in campionato tornerà Matri che stasera ha riposato, ma SuperMario, pian piano, sta tornando. Proprio quando siamo alla vigilia di tre match consecutivi contro l’acerrima nemica Juventus, già nella mente dei tifosi della Fiesole che hanno a più riprese promesso ai bianconeri come Firenze «stia arrivando» nonostante il gol preso stasera nel finale dal modestissimo Esbjerg.

Alla fine della partita il capitano della Fiorentina, Manoel Pasqual, è stato trasportato all’ospedale di Careggi per accertamenti alla schiena, in seguito ad un colpo ricevuto durante la partita.

 

 

calcio, Fiorentina, Montella


Massimiliano Mugnaini

Giornalista

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