I dati diffusi dalla regione la collocano al primo posto in Italia. Ma aumentano i no alla donazione

Trapianti, in Toscana tante nuove speranze di vita

di Cristina Degl'Innocenti - - Cronaca

Equipe di medici sta eseguendo un trapianto di reni

FIRENZE – Ci sono quelle notizie che ancora ci rendono orgogliosi. Così dobbiamo sentirci sapendo che dal rapporto 2013 del Centro Nazionale Trapianti la Toscana emerge come un luogo di eccellenza, di professionalità, ma ancor più di generosità. Che non è mai abbastanza quando si parla di donazioni e trapianti. Nel 2013 sono stati effettuati 275 trapianti, quindici in più rispetto all’anno precedente. Un dato in controtendenza rispetto a quello nazionale, dove il numero dei pazienti trapiantati è sceso, seppur di poco, da 2.902 a 2.841. In Toscana nel 2013 sono stati utilizzati 35,1 donatori per milione di abitanti; quasi il doppio dei 18,5 della media nazionale. Gli ingredienti sono i soliti: la solidarietà, l’organizzazione sanitaria, le capacità professionali degli operatori, l’impegno costante dei volontari. E anche la volontà di migliorare anno dopo anno questi dati per puntare a ridurre in modo sempre più significativo le lunghe liste di attesa, dietro le quali non c’è solo il nome di una persona, ma le famiglie e le loro speranze.

Come ha spiegato il dottor Adriano Peris, coordinatore regionale dell’OTT, l’Organizzazione Toscana Trapianti, la Toscana ha un modello organizzativo che punta a ridurre le liste di attesa e a promuovere ed individuare strategie innovative per ottimizzare la qualità degli organi disponibili al trapianto. Prima del trapianto viene l’atto della donazione che è il risultato di una consapevolezza del valore umano, sociale prima ancora che sanitario. In Toscana è aumentato considerevolmente il numero dei donatori dal 2010 ad oggi, mentre, ad esempio, in regioni come la Lombardia si è registrato un calo rispetto al 2012.

Si deve considerare anche un dato negativo relativo alla donazione, ossia la crescita in Italia come in Toscana dei casi di opposizione. I rifiuti sono ora il 27,2%, aumentati rispetto al 23,5% dell’anno precedente. Il dato non è affatto sconcertante, ma deve fare riflettere sul fatto che il tessuto sociale negli ultimi anni è cambiato notevolmente in seguito al flusso migratorio, ad esempio. Le culture differenti, le diverse religioni hanno rispetto alla donazione e al trapianto atteggiamenti e approcci diversificati, che spesso portano al rifiuto espresso dai parenti all’espianto degli organi. È anche per questo che la Regione Toscana ha avviato – come spiega ancora Adriano Peris – un’iniziativa pilota in collaborazione con Anci e Aido in tre comuni toscani. Si tratta di Firenze, Sorano, in provincia di Grosseto, e Rosignano (Livorno).  Qui saranno aperti sportelli negli uffici dell’anagrafe per offrire ai cittadini che si recano a rinnovare la carta d’identità uno spazio per esprimere la propria disponibilità alla donazione.

In relazione alla media nazionale, appare ancora lontano il record di interventi realizzato dalla Spagna. Nel corso del 2013 sono stati trapiantati 4.279 pazienti, duplicando il numero di nuovi donatori di midollo osseo rispetto al 2012 (raggiunti i 30mila). Il che significa 35,12 donatori per milione di abitanti. Quasi il doppio del dato italiano; ma identico a quello regionale toscano.

 

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